Leapmotor ha appena tagliato un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava lontano, consegnando 101.267 veicoli elettrici in tutto il mondo nel mese di luglio 2026. È la prima volta che il costruttore cinese supera quota 100.000 unità in un singolo mese, e il dato arriva mentre Stellantis, partner europeo del marchio, sta già preparando la produzione di alcuni modelli direttamente in Spagna a partire dalla seconda metà dell’anno.
Il numero di luglio segna un incremento del 102,01% su base annua, e non è un episodio isolato. Si tratta del quarto record mensile consecutivo per l’azienda e del quinto mese di fila in crescita, con consegne salite dell’8,45% rispetto ai 93.376 veicoli di giugno. Insomma, una macchina che al momento gira senza intoppi.
Una crescita che nel 2026 non si ferma
Nei primi sette mesi del 2026 Leapmotor ha piazzato 457.754 veicoli a livello globale, con un balzo del 68,42% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E se si guarda indietro, dalla prima consegna nel giugno 2019 l’azienda ha superato quota 1.690.000 veicoli. Numeri che raccontano l’ascesa rapida di un marchio in un mercato, quello cinese dei veicoli elettrici, dove la concorrenza è feroce.
Il traguardo di luglio ha anche un valore simbolico, perché rende Leapmotor la prima startup cinese di nuova generazione dedicata all’elettrico a superare le 100.000 consegne in un solo mese. Un segnale chiaro della domanda in salita e del peso crescente del brand nell’industria mondiale.
Detto questo, la strada verso l’obiettivo dichiarato non è ancora spianata. L’azienda punta a un milione di veicoli consegnati entro fine 2026, e con i 457.754 arrivati fino a luglio siamo a circa il 45,8% del target. Per centrarlo servirebbero altri 542.246 veicoli negli ultimi cinque mesi, cioè una media attorno alle 108.449 unità mensili. Un ritmo leggermente più alto di quello attuale, che pure è già da record.
Nuovi modelli e il ruolo per Stellantis
Per sostenere questa corsa, Leapmotor continua ad allargare la gamma. A giugno erano arrivate le versioni aggiornate di C10, C11 e C16, insieme al primo monovolume del marchio, la D99. Luglio ha portato altre novità, tra cui la berlina B01 e il SUV B10, proposti rispettivamente a partire da 95.800 yuan (circa 12.700 euro) e 99.800 yuan. Le varianti a lunga autonomia montano un’architettura di ricarica rapida a 800 volt, che taglia sensibilmente i tempi di ricarica.
Proprio il B10 è il modello che Stellantis produrrà nello stabilimento spagnolo vicino a Saragozza dalla seconda metà del 2026, sulla stessa linea di auto come Opel Corsa e Peugeot 208. Nel frattempo sono partiti i preordini della A05, elettrica compatta e secondo modello costruito sulla piattaforma A dopo la A10. La A05 se la vedrà con avversarie molto popolari come BYD Dolphin e Geely Xingyuan, in uno dei segmenti più affollati della Cina. Il management, tra l’altro, aveva già anticipato che la serie A, A10 e A05 comprese, dovrebbe pesare per circa il 60% delle vendite totali nel 2026.
C’è poi il capitolo Stellantis, per cui il marchio cinese si sta rivelando una risorsa preziosa. Il gruppo ha attraversato anni complicati sull’elettrificazione, tra perdite miliardarie e progetti EV ridimensionati negli Stati Uniti. In Italia la piccola T03 si è già presa il titolo di auto elettrica più venduta sul mercato nazionale, a conferma di quanto la rete di vendita e assistenza del gruppo stia lavorando bene nel portare i modelli cinesi al pubblico occidentale. Un modo, tra l’altro, per evitare a Leapmotor di dover costruire da zero una propria presenza commerciale in Europa.










