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La chat vocale di squadra su League of Legends era stata annunciata come uno di quei traguardi che i giocatori aspettavano da sempre, e invece è già slittata. Due settimane appena dopo la comunicazione ufficiale, il team di sviluppo di Riot Games ha fatto sapere sui social che la funzione non arriverà con la patch 26.20 di ottobre, come era stato promesso. Nessuna nuova data, nessun periodo indicativo, solo la promessa che il lavoro continua.
Il messaggio, pubblicato il 22 settembre 2026, è stato diffuso separatamente dalle note della patch, quasi a voler isolare la notizia dal resto degli aggiornamenti. Il tono è quello classico delle comunicazioni che cercano di smorzare la delusione: la Team Voice era stata annunciata per le regioni NA e OCE, ma la scelta è stata quella di rimandare per raggiungere lo standard di qualità che la community merita. Traduzione libera: qualcosa non funzionava come doveva.
Diciassette anni di attesa e un rinvio senza data
Il dettaglio che rende la faccenda più pesante del solito è la durata dell’attesa. I giocatori di League of Legends chiedono una chat vocale integrata da diciassette anni, praticamente da quando il MOBA esiste. Nel frattempo si sono arrangiati con software esterni, gruppi organizzati, soluzioni improvvisate con amici già conosciuti fuori dal gioco. Per chi entra in partita da solo, però, la comunicazione è sempre rimasta affidata alla chat testuale e ai ping, con tutti i limiti del caso quando servono coordinamento rapido e decisioni immediate. L’annuncio iniziale aveva quindi generato un entusiasmo comprensibile, seguito da una doccia fredda altrettanto comprensibile. Riot non ha spiegato cosa sia andato storto, limitandosi a dire che la questione è considerata una priorità e che verrà gestita con la dovuta attenzione. Nessun nuovo obiettivo di patch da condividere, come recita testualmente il messaggio del team di sviluppo.
Il nodo della moderazione e le ipotesi sul tavolo
Difficile non pensare che il problema riguardi la moderazione. League of Legends si porta dietro da anni la fama di gioco con una community particolarmente tossica, un’etichetta che Riot sta cercando di scrollarsi di dosso da tempo con sistemi di segnalazione, penalità e meccanismi di premio per chi si comporta bene. Aggiungere la voce a un ambiente del genere significa moltiplicare le variabili, perché un insulto scritto lascia una traccia facile da analizzare mentre un audio richiede tutt’altro apparato di controllo.
L’approccio pensato dallo studio prevedeva un filtro all’ingresso, ovvero un livello di Onore minimo necessario per accedere alla funzione, così da riservarla a chi ha dimostrato una storia di comportamento corretto nelle partite. Un’idea sensata sulla carta, che però potrebbe non aver dato i risultati sperati nei test. C’è poi l’altro elemento curioso del pacchetto, le cosiddette voice skin, cioè la possibilità di modificare il proprio timbro vocale per come viene percepito dai compagni di squadra. Una trovata originale, che però introduce complessità tecniche non banali e possibili effetti collaterali difficili da prevedere.
Nessuna di queste ipotesi è stata confermata da Riot, che sul motivo del rinvio ha scelto il silenzio. Resta il fatto che la funzione non sparisce dai piani: lo studio ha ribadito di volerla completare e di considerarla importante, semplicemente non con la patch 26.20. Per le regioni coinvolte, NA e OCE, l’attesa continua senza un orizzonte definito. Il resto del mondo, che nell’annuncio iniziale non era comunque compreso nella prima ondata, dovrà mettersi in coda dietro a loro. Il rollout previsto partiva infatti da un gruppo ristretto di server, con l’idea di allargare il raggio d’azione solo dopo aver verificato la tenuta del sistema sul campo.
Fonte: TecnoAndroid








