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Lanterns, lo showrunner risponde alle critiche dei fan

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Le prime critiche arrivate dopo il debutto di Lanterns hanno spinto lo showrunner della serie a prendere la parola, e la risposta è stata tutt’altro che difensiva: i fan, ha spiegato, hanno passione, e la passione porta con sé aspettative altissime. Un modo garbato per dire che le polemiche seguite alla prima puntata non sono state vissute come un attacco, ma come il segnale che il materiale di partenza continua a stare a cuore a molti. Il punto di frizione, in fondo, è chiaro fin dai primi minuti. La serie targata HBO Max dedicata alle Lanterne Verdi non prova a somigliare a quello che il pubblico si aspetta da un prodotto supereroistico costruito secondo i canoni più classici. Niente corsa continua verso l’azione, niente accumulo di effetti speciali a ogni scena. La direzione scelta è un’altra, e si capisce subito.

Un tono che guarda al crime più che al cinecomic

Chi si aspettava spettacolo puro davanti allo schermo si è trovato invece dentro un racconto lento, sporco, molto più vicino al crime televisivo che al blockbuster. L’atmosfera è cupa, l’impianto è investigativo, il ritmo prende tempo. In diversi momenti il riferimento più evidente è True Detective, con quella sensazione di indagine che si allarga poco alla volta e che lascia respirare i silenzi tra un dialogo e l’altro.

È una scelta di scrittura, non un incidente di percorso. Trasformare una delle proprietà più iconiche del fumetto in qualcosa che assomiglia a un racconto realistico significa accettare in partenza che una parte del pubblico storcerà il naso. Le Lanterne Verdi, nell’immaginario collettivo, sono anelli di potere, costrutti luminosi, avventure che attraversano lo spazio. Vederle calate in un registro terreno e ruvido spiazza, e lo spiazzamento genera discussione.

Le critiche dei fan e la risposta dello showrunner

Le reazioni dopo l’esordio si sono divise, come spesso accade quando un adattamento sceglie di allontanarsi dalla strada più prevedibile. C’è chi ha apprezzato il coraggio del taglio autoriale e chi invece ha lamentato una distanza eccessiva dal materiale originale. Lo showrunner di Lanterns non ha liquidato nessuna delle due posizioni, riconoscendo semmai che dietro ogni commento acceso ci sia un attaccamento reale al personaggio e al suo universo.

Quel riferimento alla passione dei fan racconta parecchio del clima attorno alla serie. Chi lavora a un progetto simile sa perfettamente di muoversi su un terreno presidiato da lettori che conoscono ogni dettaglio, ogni versione, ogni sfumatura del mito. Il confronto era inevitabile, e in un certo senso era anche messo in conto fin dalla fase di scrittura.

Una scommessa costruita sul lungo periodo

Il vero nodo riguarda la pazienza dello spettatore. Una serie che imposta il proprio racconto sull’indagine e sulla costruzione lenta dei personaggi chiede fiducia, e la chiede proprio nelle prime puntate, quando il quadro generale è ancora incompleto. La prima puntata di Lanterns ha svolto esattamente questa funzione, piantando i semi di un percorso che si giudica per intero solo alla fine. Nel frattempo la discussione online continua, alimentata da chi difende il tono adulto e da chi avrebbe voluto qualcosa di più immediato e spettacolare. Lo showrunner, dal canto suo, ha preferito leggere quelle reazioni come il segnale di un pubblico coinvolto piuttosto che come una bocciatura del progetto.

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