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Portare Quick Share su un Kindle sembrava una di quelle cose destinate a restare nel cassetto dei desideri, e invece qualcuno ci ha messo mano davvero. Non con la benedizione di Google o di Amazon, sia chiaro, ma con un progetto indipendente che permette di spedire file da uno smartphone Android direttamente al lettore di ebook, via wireless, senza cavi e senza passare dalla posta elettronica. Si chiama Kindshare ed è opera di uno sviluppatore che si firma unrealJune.
Il contesto aiuta a capire perché la notizia abbia fatto rumore. Quick Share aveva già ricevuto una spinta enorme quando è arrivata la compatibilità con AirDrop di Apple, una mossa che in pochi si aspettavano e che ha reso il sistema di condivisione di Google molto più utile fuori dal recinto Android. Da lì in avanti, ogni nuovo dispositivo che entra nell’ecosistema diventa una piccola conquista. E il Kindle, che storicamente ha reso il trasferimento di file un piccolo calvario fatto di cavi USB e servizi di invio via email, è probabilmente il candidato più interessante di tutti.
Non è un’app da installare con un tocco
Qui va detto subito: non si tratta di una funzione che compare in un menu. Kindshare richiede pazienza, tempo e un minimo di dimestichezza tecnica. Il requisito di partenza è un Kindle jailbroken, quindi con le protezioni software di Amazon aggirate. Poi serve KOReader installato sul dispositivo e l’accesso SSH attivo. Sul computer, invece, bisogna avere Go e Docker pronti all’uso.
Chi ha già smanettato con questo tipo di modifiche sa cosa aspettarsi. Chi invece parte da zero farebbe bene a leggere con calma la pagina GitHub del progetto, dove lo sviluppatore ha documentato ogni passaggio in modo piuttosto meticoloso. Vale la pena rileggerla più di una volta prima di iniziare, perché un passaggio saltato in questi casi significa dover ricominciare da capo. Il risultato finale, però, è concreto: file che viaggiano dal telefono al lettore senza collegare nulla.
C’è anche la possibilità di estendere il tutto a macOS, sfruttando un’applicazione chiamata NearDrop. In quel caso il flusso di lavoro si allarga e il Kindle diventa raggiungibile anche dal Mac, sempre restando dentro la logica di Quick Share.
Cosa funziona e cosa manca all’appello
Le limitazioni ci sono e conviene conoscerle prima di mettersi all’opera. Al momento la condivisione file funziona in una direzione sola: si può inviare roba al Kindle, non il contrario. Niente file che partono dal lettore verso lo smartphone Android, quindi. Un’altra cosa da tenere a mente riguarda lo stato del dispositivo, perché a Kindle addormentato i trasferimenti non passano.
Poi c’è il capitolo permessi, che merita attenzione. I trasferimenti arrivano senza alcuna richiesta di conferma sul lettore, non esiste una schermata di approvazione da toccare. Chi tiene particolarmente alla sicurezza farebbe bene a informarsi su come funziona il meccanismo prima di attivarlo, perché il controllo lato Kindle semplicemente non c’è. Lo stesso creatore lo mette nero su bianco tra le note del progetto. Tra le funzioni accessorie, il mod consente anche di configurare il Kindle come access point, una possibilità che apre qualche scenario in più per chi vuole sperimentare.
Perché ha senso, nonostante tutto
Strumenti per spostare contenuti su un lettore di ebook in modalità wireless esistono già, va riconosciuto. Nessuno però offre quella sensazione di immediatezza che ha reso Quick Share il metodo preferito da chi vive dentro l’ecosistema Android. Selezionare un file, scegliere il dispositivo, aspettare due secondi. È quel tipo di fluidità che manca al Kindle da sempre.
Il progetto è giovane e ha tutta l’aria di poter crescere. Le limitazioni attuali, guardandole bene, non sono ostacoli insormontabili per chi usa il lettore soprattutto per ricevere documenti e libri dal telefono. Resta un lavoro amatoriale, con tutto quello che comporta in termini di supporto e aggiornamenti, ma è anche la dimostrazione che certe integrazioni le costruisce la community quando le aziende non se ne occupano.










