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Le shooting brake hanno sempre avuto un fascino strano, quasi contraddittorio, e due esemplari unici stanno per finire sotto il martello di Broad Arrow Auctions tra ottobre e novembre. Da una parte una Ferrari costruita oggi ma con lo sguardo rivolto agli anni Settanta, dall’altra una Aston Martin Lagonda modificata in Svizzera con tanto di benedizione ufficiale della casa madre. Due modi diversi di prendere una granturismo e allungarle la coda, aggiungendo un portellone e una praticità che, francamente, nessuno aveva chiesto. Eppure funziona, almeno per i collezionisti.
Il concetto è vecchio come l’automobile di lusso: unire le prestazioni di una coupé alla capacità di carico di una familiare. Il risultato è quasi sempre un pezzo isolato, fuori catalogo, spesso nato dalla testardaggine di un singolo cliente o di un carrozziere. Ed è esattamente il caso di queste due vetture.
La Ferrari 599 GTB che diventa una Daytona da carico
La prima si chiama Daytona Shooting Brake Hommage ed è stata realizzata nel 2026 dal designer olandese Niels van Roij. Il riferimento, evidente già dal nome, è alla leggendaria Ferrari 365 GTB/4 Daytona Shooting Brake che Luigi Chinetti Jr. fece costruire nel 1972. Qui però la base di partenza è molto più recente, una Ferrari 599 GTB Fiorano del 2009, e il risultato è un esemplare unico dove della vettura di partenza sopravvive soprattutto il grande V12.
Tutto il resto è stato ridisegnato. La carrozzeria è modellata a mano, il frontale integra componenti in fibra di carbonio stampati in 3D e la coda si apre in un vano bagagli ampio, chiuso da una superficie vetrata notevole. Anche gli scarichi sono stati rifatti su misura, con terminali sdoppiati. In totale sono servite oltre 15.000 ore tra progettazione, ingegneria e lavoro artigianale, un numero che spiega bene perché operazioni del genere restino episodi isolati.
L’auto ha 43.802 chilometri al momento della catalogazione e gioca parecchio sull’effetto scenico: vernice nera, interni in pelle color cognac, plancia con strumentazione posizionata al centro. Gregory Tuytens, responsabile dei consignment per Belgio e Paesi Bassi di Broad Arrow, ha spiegato che le shooting brake hanno sempre catturato l’immaginazione di collezionisti e appassionati. La stima parla di una cifra compresa tra 450.000 e 650.000 euro, con vendita fissata alla Zoute Concours Auction del 9 ottobre 2026 a Knokke-Heist, in Belgio.
La Lagonda a cuneo che ha guadagnato un portellone
Storia completamente diversa quella dell’Aston Martin Lagonda Series 3 Shooting Brake, che non nasce da un progetto contemporaneo ma da una trasformazione avviata quasi quarant’anni fa. L’esemplare è del 1987 ed è uno dei soli 76 Series 3 prodotti dal marchio britannico. Soprattutto, è l’unico ad aver ottenuto l’approvazione ufficiale della fabbrica per essere convertito in shooting brake, dettaglio che nel mondo del collezionismo pesa parecchio.
Acquistata nel 1996, la Lagonda è stata affidata alla svizzera Roos Engineering Ltd, che ha portato a termine il lavoro nel 2000 utilizzando anche componenti forniti direttamente da Aston Martin. La parte posteriore è stata rivista in profondità, con finestrini nuovi e una carrozzeria specifica per ospitare il vano bagagli. Dentro sono arrivate pelle Connolly e Alcantara, mentre alcuni dettagli sono stati riprogettati per rendere più comoda l’apertura del portellone.
Il bello è che la silhouette a cuneo tipica della Lagonda, una delle forme più divisive mai messe su strada, resta perfettamente riconoscibile. Ci si aggiunge però una coda lunga che la rende ancora più insolita di quanto già non fosse.
L’auto verrà battuta senza riserva alla Zürich Auction del 7 novembre 2026, con una stima tra 250.000 e 350.000 franchi svizzeri. Due appuntamenti distinti, due letture della stessa idea di fondo: prendere vetture già fuori dall’ordinario e trasformarle in pezzi che, sul mercato del collezionismo, difficilmente potranno avere un gemello.










