In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
JustWatch, il servizio che in questi anni è diventato il punto di riferimento per capire dove trovare in streaming un film o una serie, ha deciso di cambiare pelle e trasformarsi a sua volta in una piattaforma di streaming vera e propria. Il nuovo progetto si chiama JustWatch TV e arriverà a ottobre in una dozzina di mercati, Italia compresa, mescolando contenuti gratuiti finanziati dalla pubblicità e una parte di catalogo a pagamento.
La mossa ha qualcosa di paradossale, se ci si pensa. Un motore di ricerca nato per orientarsi nella giungla dei servizi di streaming finisce per aggiungere un tassello in più a quella stessa giungla. Eppure la logica industriale, dal punto di vista dell’azienda, ha una sua coerenza: chi conosce i dati su cosa cercano gli utenti, su quali titoli vengono aggiunti alle watchlist e su quali generi tirano di più in ogni paese, parte con un vantaggio informativo che le piattaforme tradizionali si costruiscono a fatica.
Dove arriva JustWatch TV e con quali partner
La lista dei mercati coinvolti al lancio è piuttosto ampia e comprende Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Italia, Spagna, Australia e Nuova Zelanda. Un debutto simultaneo su più fronti, quindi, non un rollout a scaglioni come capita spesso in questi casi.
Sui dettagli operativi, però, il silenzio è ancora piuttosto fitto. Non ci sono indicazioni su prezzi, su quanti minuti di pubblicità verranno inseriti nei contenuti gratuiti, né su come sarà strutturata esattamente la divisione tra la parte free e quella a pagamento. Elementi non secondari, visto che proprio il carico pubblicitario è diventato uno dei terreni su cui i servizi si giocano la fedeltà degli abbonati.
Quello che invece è stato confermato riguarda gli accordi di distribuzione, e qui i nomi non sono di secondo piano. Tra i partner già a bordo figurano Paramount, New Regency, Fremantle, Bleecker Street e Vortex Media. Un mix che unisce major, case di produzione indipendenti e realtà specializzate nella distribuzione internazionale. Nella fase iniziale non è previsto alcun contenuto esclusivo, il che significa che il catalogo sarà composto da titoli reperibili anche altrove, ma l’azienda non ha chiuso la porta a produzioni proprietarie in futuro.
La visione dietro il salto nel catalogo
A spiegare il senso dell’operazione è stato David Croyé, fondatore e amministratore delegato del gruppo JustWatch, che ha descritto il lancio come un’evoluzione naturale di quello che l’azienda fa fin dal primo giorno. La missione originaria, ossia aiutare le persone a trovare in fretta il contenuto che stanno cercando, resta il perno anche del nuovo servizio. Cambia lo strumento: non più soltanto un indice che rimanda altrove, ma un luogo dove la ricerca e la visione avvengono nello stesso posto.
L’obiettivo dichiarato è rendere più semplice tutto il percorso, dalla scoperta di un titolo alla riproduzione vera e propria, tagliando quei passaggi intermedi che oggi costringono a saltare da un’app all’altra. È un punto che tocca un nervo scoperto per chiunque abbia più di due abbonamenti attivi e si ritrovi a passare più tempo a cercare qualcosa da vedere che a guardarlo davvero.
Resta il fatto che il mercato in cui JustWatch TV si inserisce è affollato, con colossi che investono miliardi in contenuti originali e una fetta crescente di piattaforme gratuite supportate dalla pubblicità che si contendono gli stessi spettatori. Senza esclusive, almeno all’inizio, il vero elemento differenziante dovrà essere l’esperienza d’uso e la capacità di suggerire il titolo giusto al momento giusto, terreno su cui l’azienda tedesca si muove da anni. Il debutto è fissato per ottobre.








