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Jimmy Kimmel ha scelto di non mandare in onda sulla ABC l’intervista con il candidato democratico al Senato James Talarico, dirottandola interamente sul canale YouTube dello show. Il motivo, spiegato dallo stesso conduttore durante il monologo, sono le minacce arrivate dalla FCC, la commissione federale che regola le comunicazioni negli Stati Uniti e che negli ultimi mesi ha preso di mira la rete e il suo proprietario, Disney. Un’intervista che fino a poco tempo fa sarebbe stata ordinaria, trasmessa dalle emittenti locali in tutto il Paese, adesso viene tenuta fuori dalla televisione per non mettere in difficoltà chi detiene una licenza di trasmissione.
Talarico è deputato statale in Texas e corre contro il procuratore generale Ken Paxton per un seggio al Senato. Kimmel ha ricordato di aver intervistato candidati di ogni schieramento per oltre vent’anni, da Hillary Clinton a Ted Cruz fino a Donald Trump, senza che questo creasse mai il minimo problema. Poi qualcosa è cambiato, come ha detto lui stesso dal palco, e adesso una scelta editoriale banale come la prenotazione di un ospite può trasformarsi in un rischio concreto per le stazioni affiliate.
Jimmy Kimmel: le pressioni della FCC su ABC e Disney
La linea dura è partita dal presidente della commissione, Brendan Carr, che aveva minacciato di revocare le licenze alle emittenti ABC per “distorsione delle notizie” se avessero continuato a trasmettere il programma. Disney allora aveva sospeso brevemente Jimmy Kimmel Live. Da lì in poi la vicenda si è allargata. Ad aprile la FCC ha ordinato una revisione anticipata delle licenze per tutte e otto le stazioni televisive di proprietà della rete, mossa arrivata un giorno dopo che Trump e la first lady Melania Trump avevano chiesto pubblicamente il licenziamento del conduttore per una battuta sgradita. Ufficialmente, però, la revisione riguarda presunte violazioni delle regole antidiscriminazione legate alle pratiche di diversità e inclusione.
C’è dell’altro. La commissione ha aperto un’istruttoria anche su The View, dopo che il programma aveva ospitato proprio Talarico, e a maggio 2026 ha avviato un procedimento per stabilire se il talk debba continuare a essere esente dalla cosiddetta equal time rule, la norma che obbliga le emittenti a garantire spazio comparabile ai candidati avversari che ne facciano richiesta. Da quel momento The View non ha più mandato in onda interviste a candidati politici. Storicamente i talk show con interviste erano considerati esenti da quella regola, ma a gennaio la FCC guidata da Carr ha ordinato alle stazioni di applicarla ai programmi di seconda serata e del daytime “motivati da finalità di parte”. Nessun provvedimento analogo, invece, per le trasmissioni radiofoniche in larga parte conservatrici.
Le reazioni e la causa di Disney
Anna Gomez, unica commissaria democratica dell’autorità, ha definito la decisione di Kimmel la prova di quanto sia arrivata lontano la campagna di censura dell’amministrazione. Secondo Gomez la FCC non ha alcun potere legale di minacciare licenze televisive per la scelta degli ospiti o per decisioni editoriali, e nessun conduttore o affiliata locale dovrebbe dover calcolare il rischio di ritorsioni federali prima di invitare qualcuno in trasmissione.
Non è un caso isolato: a febbraio Stephen Colbert aveva raccontato che CBS gli aveva impedito di intervistare lo stesso Talarico, finito poi anche in quel caso su YouTube. La rete aveva negato il divieto, parlando di semplice consulenza legale sui possibili effetti della regola dell’equal time per altri due candidati.
Disney ad agosto ha fatto causa alla FCC, denunciando la violazione del Primo Emendamento e sostenendo che ABC è ora costretta a valutare ogni invito a un candidato politico anche in base alle possibili conseguenze sul rinnovo delle licenze. La settimana scorsa la commissione ha chiesto a un tribunale di respingere il ricorso e di lasciar proseguire il procedimento che potrebbe portare al mancato rinnovo. Alcune organizzazioni di vigilanza hanno fatto sapere ai giudici di temere un accordo tra Disney e l’autorità capace di limitare i contenuti trasmessi dalle stazioni ABC.








