È ufficiale: il Regno Unito ha acceso il motore di una delle sue scommesse tecnologiche più ambiziose degli ultimi anni. Si chiama Isambard-AI, ed è il nuovo supercomputer ospitato presso l’Università di Bristol. Dietro a questo nome elegante, che sembra uscito da un romanzo vittoriano, c’è un concentrato di potenza e visione strategica, reso possibile da un investimento governativo da 225 milioni di sterline. Una cifra che dice molto su quanto Londra voglia giocare un ruolo da protagonista nella corsa globale all’intelligenza artificiale.
UK accelera sull’AI con Isambard-AI: potenza e impatto reale
Ma cosa rende davvero speciale questo colosso? In primo luogo, i numeri. Isambard-AI è costruito su una piattaforma Cray EX targata Hewlett-Packard Enterprise, ed è animato da oltre 5.400 chip Grace Hopper di NVIDIA. Il risultato è una potenza di calcolo che raggiunge i 216,5 petaflop — e se quel numero non ti dice molto, basti sapere che è più di dieci volte superiore a qualsiasi altra macchina britannica precedente. Siamo nel territorio in cui i calcoli diventano quasi fantascienza: milioni di miliardi di operazioni al secondo, tutti concentrati in una sola infrastruttura.
Però, questo non è solo un esercizio di forza bruta. Isambard-AI è già al lavoro su progetti che potrebbero avere un impatto concreto sulla vita delle persone. Si va dalla simulazione dei cambiamenti climatici alla ricerca sui tumori, fino all’addestramento di modelli linguistici complessi. Alcune università si sono già messe all’opera: l’UCL, ad esempio, sta sviluppando un nuovo sistema di diagnosi del cancro alla prostata, mentre Liverpool sta studiando materiali più ecologici per l’industria.
Sul piano internazionale, il supercomputer britannico non è ancora sul podio, ma l’undicesimo posto nella classifica TOP500 lo piazza comunque nell’élite mondiale. Certo, ci sono ancora distanze da colmare: negli Stati Uniti, ad esempio, El Capitan ha già superato gli 1.700 petaflop, ma anche l’Europa non sta a guardare, con la Germania e l’Italia ben rappresentate nella top ten.
Tutto questo, però, sembra solo l’inizio. Il governo britannico ha già promesso un investimento ancora più massiccio per un nuovo supercomputer a Edimburgo, con l’obiettivo di entrare nel ristretto club dei sistemi exascale. Se davvero l’intelligenza artificiale sarà una delle chiavi del futuro, il Regno Unito non vuole restare a guardare. Vuole scrivere il codice.