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Over the Garden Wall, la miniserie animata da riscoprire

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Over the Garden Wall è una di quelle serie animate fantasy che chi le ha viste tende a consigliare con una certa insistenza, quasi con il tono di chi condivide un segreto, mentre il resto del pubblico continua a ignorarne l’esistenza. Una miniserie apprezzata per lo stile unico e per una narrazione sorprendentemente matura, diventata col tempo un piccolo classico da riscoprire, eppure ancora oggi lontanissima dalla notorietà che si porta dietro altri prodotti animati arrivati nello stesso periodo.

Il meccanismo è sempre lo stesso, del resto. L’animazione produce ogni anno una quantità enorme di titoli, e la visibilità non viene distribuita in base alla qualità ma in base alla forza commerciale di chi c’è dietro. Così capita che una miniserie animata curata nei minimi dettagli finisca schiacciata dalla presenza costante dei grandi franchise, quelli che occupano il palinsesto, il merchandising, le conversazioni online.

Perché Over the Garden Wall continua a resistere al tempo

La differenza, in questi casi, la fa la tenuta nel lungo periodo. Ci sono produzioni che esplodono e poi svaniscono, e ce ne sono altre che lavorano sottotraccia, passando di bocca in bocca, guadagnando lettori e spettatori nuovi anno dopo anno. Over the Garden Wall appartiene chiaramente alla seconda categoria, e il motivo va cercato proprio in quello che all’epoca non l’ha aiutata a sfondare: un tono che non cerca di piacere a tutti, un’atmosfera che vira sul malinconico, una scrittura che non tratta il pubblico più giovane come se avesse bisogno di spiegazioni continue.

Lo stile visivo gioca un ruolo enorme in questa percezione. Non è un’animazione che punta all’effetto immediato, piuttosto costruisce un mondo riconoscibile, coerente, con una sua identità precisa che si imprime nella memoria anche a distanza di anni. È il tipo di scelta estetica che raramente genera numeri esplosivi al debutto ma che invecchia molto meglio della media, perché non è legata a una moda specifica.

Il valore delle serie animate sottovalutate

C’è poi il discorso della narrazione matura, che in ambito animato resta una questione delicata. Per anni l’animazione è stata percepita come territorio esclusivo dell’infanzia, e ogni tentativo di alzare il livello tematico veniva accolto con diffidenza. Questa serie animata fantasy si muove esattamente su quel confine, proponendo un racconto che funziona su più livelli e che permette letture diverse a seconda dell’età di chi guarda.

Il risultato è un prodotto che si presta bene alla riscoperta. Chi lo affronta oggi, senza il contesto mediatico di allora e senza il rumore di fondo delle uscite concorrenti, ha buone probabilità di trovarci più valore di quanto ne sia stato riconosciuto al momento del debutto. È il classico titolo che guadagna terreno con il tempo, sostenuto da una comunità di appassionati che non ha mai smesso di parlarne.

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