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iPhone Duo, in Italia da 2.369 euro: Apple sfida i pieghevoli

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Con iPhone Duo Apple mette piede per la prima volta nel mondo dei pieghevoli, e secondo gli analisti l’operazione ha un obiettivo che va ben oltre il singolo prodotto: far diventare normale un listino che fino a ieri sembrava fuori scala. L’idea, in sostanza, è usare la forza del marchio e la base di utenti già fedeli per spostare l’asticella del prezzo accettabile, trasformando una categoria rimasta di nicchia per sette anni in qualcosa che assomigli davvero al mercato di massa. A leggerla così suona ambiziosa. Ma i numeri sul tavolo raccontano proprio questo.

In Italia il dispositivo si colloca in una forbice che va dai 2.369 euro ai 3.869 euro, a seconda della configurazione. Cifre che, sottolineano gli esperti, non nascono solo dalla voglia di posizionarsi in alto: dietro c’è la pressione che sta schiacciando l’intera catena di fornitura delle memorie, con costi lievitati per via della domanda enorme arrivata dai data center costruiti attorno all’intelligenza artificiale. Un effetto collaterale che sta toccando tutti i produttori, non solo Cupertino.

Quanto pesa davvero il prezzo di iPhone Duo

Per rendere l’idea, GlobalData ha usato un paragone concreto: negli Stati Uniti il modello di punta viaggia su una cifra equivalente a circa 2.750 euro, più o meno quanto spende in un anno un automobilista medio per fare rifornimento. Non è un dettaglio da poco, perché aiuta a capire su quale terreno si stia muovendo Apple. Non si tratta di un telefono costoso, si tratta di un telefono che entra in una fascia di spesa che le famiglie associano di solito ad altro.

Amanda Mitchell, Senior Analyst della società di ricerche di mercato, lo spiega senza troppi giri di parole. La mossa, dice, segnala l’intenzione di mettere il peso del marchio e della base installata dietro al primo pieghevole della casa per ottenere ciò che il mercato non è riuscito a fare in sette anni, cioè portare la categoria dalla nicchia al mainstream e far percepire i prezzi già premium dei pieghevoli come la nuova normalità. Detto in altri termini: se lo fa Apple, l’utente medio smette di considerarlo un capriccio tecnologico e inizia a considerarlo un’opzione.

Un segmento maturo dove Apple arriva per ultima

C’è però un punto che l’analisi non nasconde. Questo è il primo tentativo della Mela su un dispositivo pieghevole, mentre il segmento è ormai maturo. Il lavoro pesante lo hanno fatto altri, a partire da Samsung, Google e Huawei, con contributi più contenuti arrivati da Oppo, Motorola e Xiaomi. Anni di prototipi, cerniere rifatte, schermi che si rompevano e generazioni successive che hanno sistemato i problemi uno alla volta. Apple raccoglie i frutti di quel percorso, ma parte comunque da zero in termini di esperienza sul campo.

Il prezzo di iPhone Duo, osserva ancora Mitchell, è alto soprattutto perché si parla di una prima generazione, del debutto assoluto dell’azienda nel settore. E il confronto con il resto della gamma non è sempre lusinghiero. Rispetto agli altri modelli della famiglia emergono alcune rinunce che pesano, in particolare l’assenza del teleobiettivo e la presenza del solo sensore di impronte al posto del Face Id.

Sono due mancanze che gli utenti più attenti noteranno subito, perché riguardano funzioni entrate ormai nell’uso quotidiano. Chi è abituato allo zoom ottico per fotografare da lontano dovrà accontentarsi, chi sblocca il telefono guardandolo dovrà tornare al dito. Dettagli tecnici, certo, ma su un prodotto che chiede cifre di questo tipo diventano argomenti di conversazione. Il tentativo di normalizzare il prezzo dei pieghevoli, insomma, passa anche dalla capacità di far dimenticare cosa manca rispetto a un iPhone tradizionale che costa molto meno.

Fonte: TecnoAndroid

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