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Con iPhone Duo Apple ha scelto una strada poco battuta sul fronte delle proporzioni dello schermo, puntando su un formato quasi quadrato che ricorda da vicino quello usato nelle sale IMAX. Sia il display interno sia quello esterno adottano un rapporto di circa 1:1,4, molto distante dagli schermi panoramici e allungati a cui gli smartphone hanno abituato tutti negli ultimi anni. Una decisione che, sulla carta, cambia parecchio il modo in cui i contenuti vengono mostrati.
Il mercato dei pieghevoli ha attraversato fasi diverse, con soluzioni a libro, a conchiglia, schermi esterni minuscoli e poi sempre più grandi. Apple è rimasta a guardare a lungo prima di presentare il suo dispositivo, probabilmente anche per capire quale filosofia avesse senso abbracciare. Samsung, nel frattempo, ha fatto scelte differenti anno dopo anno, arrivando nel 2026 a proporre due modelli pensati per accontentare pubblici diversi.
Perché il formato quasi quadrato di iPhone Duo somiglia all’IMAX
Allargare il display non è solo una questione di centimetri in più. Cambia il modo di guardare i video, di usare più applicazioni contemporaneamente e soprattutto modifica il rapporto tra il contenuto e la superficie realmente disponibile. Il rapporto scelto per iPhone Duo produce un’immagine molto alta rispetto alla larghezza, ed è esattamente questa caratteristica che avvicina il pieghevole di Apple al formato IMAX 1,43:1, il tradizionale sistema cinematografico girato su pellicola da 70 millimetri.
La somiglianza è sorprendente, perché non si tratta di un’approssimazione grossolana: 1:1,4 e 1,43:1 sono numeri vicinissimi. Nelle pellicole che includono sequenze girate appositamente per il formato IMAX, la differenza rispetto al resto del film si nota subito, con l’immagine che si espande verso l’alto e verso il basso e riempie una porzione di schermo molto maggiore.
Cosa cambia davvero guardando un film
Tradotto in pratica, un contenuto girato in IMAX 1,43:1 potrebbe teoricamente occupare quasi tutta la superficie del display di iPhone Duo, con bande nere ridotte al minimo. Chi ha l’abitudine di guardare film sullo smartphone sa quanto quelle fasce scure possano mangiarsi spazio prezioso, specialmente sui formati più cinematografici. Qui il problema si ridimensiona parecchio, almeno per quella specifica categoria di contenuti.
Detto questo, nessuno si illude che un telefono diventi una sala cinematografica. Le dimensioni dello schermo restano quelle di un dispositivo tascabile, la distanza di visione è completamente diversa, l’audio non ha nulla a che vedere con un impianto professionale e la percezione complessiva dell’immagine segue regole tutte sue. Il rapporto di forma coincide, l’esperienza no, e sono due piani che vale la pena tenere separati.
Resta il fatto che la scelta di Apple non sembra casuale. Un display più quadrato funziona meglio nel multitasking, permette di affiancare due applicazioni senza comprimerle troppo e rende la lettura più comoda rispetto a un pannello stretto e lunghissimo. Le proporzioni panoramiche, che dominano il settore da anni, sono ottime per tenere il telefono in una mano ma diventano scomode quando lo schermo si apre e raddoppia.
La coincidenza con il formato IMAX finisce quindi per essere un effetto collaterale interessante di una decisione progettuale più ampia, legata all’usabilità quotidiana più che al cinema. Chi guarda molti film in mobilità se ne accorgerà comunque, soprattutto con i titoli che alternano sequenze standard e sequenze girate con le macchine da presa a grande formato, dove l’immagine cambia dimensione nel corso della proiezione e, su un pannello dalle proporzioni simili, riesce finalmente a distendersi senza troppi compromessi.
Fonte: TecnoAndroid








