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iPhone 18 Pro partirà da 256GB ma il prezzo può salire di 300 euro

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Chi sperava in un altro raddoppio della memoria interna dovrà accontentarsi: iPhone 18 Pro partirà da 256GB, esattamente come il modello attuale. Nessun salto a 512GB come base, quindi, dopo il passo avanti visto lo scorso anno quando la soglia minima è raddoppiata rispetto a iPhone 16 Pro. La previsione arriva dalla società di ricerca taiwanese TrendForce, che in un’analisi dedicata ai costi di produzione ha messo nero su bianco la configurazione di partenza attesa per la prossima generazione.

Il documento non nomina in modo esplicito iPhone 18 Pro Max, ma la logica suggerisce che il taglio minimo sarà lo stesso: nelle ultime due generazioni i due modelli Pro hanno sempre condiviso la stessa capacità di base. Ecco come si è mossa la memoria interna negli ultimi anni:

  • iPhone 16 Pro: 128GB
  • iPhone 17 Pro: 256GB
  • iPhone 18 Pro secondo i rumor: 256GB

Costi di produzione su del 40 per cento

Il punto interessante dell’analisi non è tanto lo spazio di archiviazione quanto quello che ci sta dietro. Secondo TrendForce la distinta base di iPhone 18 Pro, cioè la somma di quanto costano a Apple tutti i componenti messi assieme, sarà quasi 40 per cento più alta rispetto a iPhone 17 Pro. Una differenza enorme, di quelle che raramente si vedono da una generazione all’altra.

La causa principale ha un nome preciso: la carenza di chip di memoria. I prezzi delle RAM sono schizzati verso l’alto e la stessa cosa vale per i chip di archiviazione. A completare il quadro c’è il nuovo processore A20 Pro, che secondo le stime costerà più del predecessore. Tre voci di spesa che crescono insieme, e in questi casi il conto finisce sempre per arrivare da qualche parte.

Non a caso TrendForce parla di aumenti di prezzo al pubblico come di qualcosa di “inevitabile”. Nessuna sorpresa, considerando che i margini di manovra su componenti così strategici sono ridotti al minimo.

Quanto potrebbe costare iPhone 18 Pro

Le indiscrezioni parlano di un rincaro compreso tra circa 180 e 270 euro sui prezzi di partenza negli Stati Uniti rispetto a iPhone 17 Pro. Tradotto in cifre, iPhone 18 Pro potrebbe attestarsi intorno ai 1.250 euro e iPhone 18 Pro Max arrivare fino a circa 1.340 euro come configurazione base. Numeri che, se confermati, sposterebbero in avanti l’asticella di un listino già tutt’altro che economico.

Il precedente c’è già, del resto. A giugno Apple ha ritoccato al rialzo i prezzi di tutta la gamma Mac e iPad, oltre a Apple TV, HomePod, HomePod mini e Vision Pro. Gli aumenti sono andati da circa 27 euro per HomePod mini fino a oltre 1.100 euro per una configurazione top di gamma di Mac Studio. Una forbice ampia, che racconta bene quanto pesi la memoria sui prodotti più carichi di RAM e storage.

La corsa ai data center dietro il rincaro

La spiegazione fornita da Apple per quei ritocchi è la stessa che torna anche per iPhone: la carenza di chip di memoria legata alla costruzione massiccia di data center per i server dedicati all’intelligenza artificiale. La domanda ha superato di gran lunga l’offerta e i prezzi di RAM e chip SSD, utilizzati in una gamma vastissima di dispositivi Apple, sono saliti in modo verticale. Quei costi, adesso, vengono girati ai clienti.

Tim Cook aveva già usato parole nette sul tema, definendo gli aumenti inevitabili a causa di quella che ha descritto come una “piena secolare” sui prezzi della memoria. Un’immagine efficace per un fenomeno che sta condizionando l’intero settore, non soltanto Cupertino.

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