iPhone 18 Pro e iPhone Ultra hanno già una data sul calendario, almeno secondo le previsioni che circolano in queste settimane. Il nuovo ciclo di lancio dovrebbe seguire la solita liturgia che Apple porta avanti da anni, con un debutto fissato per i primi giorni di settembre. Il punto è che, mentre cresce l’attesa, sullo sfondo aleggia il discorso scomodo dei rincari. E qui, diciamolo, l’entusiasmo rischia di raffreddarsi un po’.
Un debutto a settembre già scritto
Quando si parla di tempistiche, il riferimento è sempre lo stesso schema collaudato. La presentazione dovrebbe cadere nel primo martedì o mercoledì successivo al Labor Day, e questo porta dritti all’8 settembre come ipotesi più probabile, con il 9 settembre subito dietro come alternativa. Stando alle indiscrezioni, la data più accreditata per il debutto di iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e del pieghevole è proprio l’8 settembre, lasciando il giorno seguente come seconda scelta.
Il motivo di tanta prevedibilità non è un mistero. Dopo anni passati a osservare lo stesso copione, ormai tutti hanno capito come ragiona Apple. Svelare i telefoni a inizio settembre serve a costruire l’attesa giusta in vista dell’uscita effettiva a metà mese, gonfia i ricavi dell’ultimo trimestre e dà il tempo di accumulare scorte prima della corsa agli acquisti delle feste. Un meccanismo oliato, insomma, che funziona e che non c’è ragione di cambiare.
La questione prezzi pesa sull’entusiasmo
Il lancio di un top di gamma porta sempre con sé una certa carica, ma quest’anno c’è un’ombra che rovina la festa. Apple ha già ritoccato verso l’alto i listini di quasi tutti i suoi prodotti, lasciando fuori per ora soltanto gli iPhone. Le voci però parlano di una nuova gamma che potrebbe costare fino a 200 euro in più rispetto alla generazione precedente. E qui sorge il dubbio.
Perché iPhone 18 Pro dovrebbe essere un aggiornamento solido, con un chipset a 2 nanometri, una Dynamic Island più piccola, una fotocamera ad apertura variabile e una batteria più longeva. Tutte cose buone, per carità, ma niente di così rivoluzionario da giustificare un sovrapprezzo di 200 o magari 270 euro. iPhone Ultra, dal canto suo, nasce già con la fama di dispositivo costoso. Se poi ci si mette anche la carenza di memorie, c’è il rischio concreto che finisca per superare in prezzo persino i pieghevoli attualmente sul mercato.
Il conto da pagare per l’intelligenza artificiale
A complicare tutto c’è la cosiddetta tassa dell’IA. La fame insaziabile delle aziende che lavorano sull’intelligenza artificiale ha creato una scarsità di chip di memoria, quelli che servono un po’ a tutti, dai produttori di console fino a quelli di smartphone. Risultato? I prezzi salgono e a pagarne le conseguenze sono anche gli utenti finali.
Il paradosso è che questa stangata arriva proprio mentre è ormai abbastanza chiaro che l’intelligenza artificiale non stravolgerà a breve il modo in cui usiamo i telefoni. Vale soprattutto per gli iPhone, che si affideranno a funzioni alimentate dai modelli Gemini di Google. Insomma, si paga di più per qualcosa che, almeno per il momento, non promette di cambiare davvero le carte in tavola.