Vai al contenuto
Offerte

iOS gira su Android grazie a Hackios, ma c’è un grosso limite

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Far girare iOS su Android sembrava una di quelle imprese destinate a restare nei forum degli appassionati, e invece qualcuno ci è riuscito davvero. Dietro c’è un nuovo movimento chiamato Hackios, che negli ultimi giorni ha avviato la versione nativa del sistema operativo di Apple su diversi telefoni Android. C’è però un limite enorme, ed è giusto chiarirlo subito: non si tratta di qualcosa da usare tutti i giorni.

Come nasce Hackios e come funziona il trucco

Le segnalazioni di telefoni Android con iOS a bordo si sono moltiplicate nel giro di pochissimo tempo. L’ispirazione arriva dal mondo Hackintosh, termine nato dalla fusione di “hack” e “Macintosh” che indica l’installazione del sistema proprietario di Apple su un normale PC. Il punto di partenza è un progetto su GitHub chiamato ios sweet, che sostituisce il kernel Linux di serie di Android con XNU, il kernel che Apple usa sui suoi iPhone. Senza entrare troppo nei tecnicismi, il kernel è la base del sistema operativo, quella parte che gestisce il dialogo tra hardware e software.

Il meccanismo è piuttosto contorto. All’avvio di uno smartphone il kernel riceve il cosiddetto device tree, cioè un elenco di tutti i componenti hardware presenti. Lo sviluppatore ha copiato quello di iPhone X, perché i modelli più recenti hanno protezioni che impediscono questo genere di falsificazione. Poi ha creato un’immagine di avvio di XNU per Redmi Note 10 Pro e ha ingannato il sistema facendogli credere di accendere un iPhone. Il risultato è stato una schermata di blocco di iOS comparsa su un telefono Android, uno spettacolo decisamente strano da vedere.

Cosa funziona e cosa no

Le possibilità concrete restano poche. Si tratta di un prototipo dimostrativo e non di un sistema operativo funzionante, anche se alcune cose si comportano proprio come su un iPhone. La schermata home mostra tutte le app integrate, Safari in qualche modo funziona e si può entrare nelle Impostazioni per modificare qualche opzione. I gesti di tocco e scorrimento rispondono, il Centro di Controllo è accessibile e anche i tasti di accensione e volume sembrano fare il loro dovere. L’elenco di ciò che non va, invece, è lunghissimo.

Nessuna forma di connettività è disponibile: Bluetooth, WiFi e rete cellulare risultano fuori uso. Stessa sorte per i sensori, compresi quello per le impronte digitali e quello di luminosità ambientale. Fotocamere e altoparlanti non funzionano e lo sviluppatore sottolinea che manca anche la crittografia dei file di Apple, quindi il dispositivo non è sicuro. Tutto prevedibile, visto che gli iPhone montano hardware diverso e ingannare il sistema serve fino a un certo punto. Sensori e fotocamere richiedono driver e software specifici, sconosciuti alla copia di iOS avviata su Redmi Note 10 Pro.

I telefoni supportati e il futuro del progetto

A sorprendere è il numero di modelli coinvolti. Il codice originale era pensato per i telefoni con Snapdragon, ma gli appassionati stanno provando a portare iOS anche su Pixel 6 con chip Tensor e perfino su un datato Galaxy S7 con Exynos 8890. Al momento il repository è stato aggiornato con versioni derivate per Redmi Note 12 Pro e LG V60, con supporto anche per OnePlus 7T, Redmi 5 Plus e Galaxy S23 Ultra. La variante per Redmi Note 12 attiverebbe audio, WiFi e sfondi, ma il telefono resta lontanissimo da un utilizzo quotidiano.

Vedere un iOS funzionante su un Android moderno, però, non è realistico. Questi adattamenti si basano su versioni datate del sistema Apple e su kernel privi delle protezioni che bloccano simili intrusioni. Il progetto è ancora attivo e in evoluzione, ma è probabile che lo sviluppo si fermi quando l’interesse calerà. Lo scenario migliore resta un vecchio Android con una vecchia versione di iOS, operazione che richiede competenze e impegno ben oltre la portata dell’utente medio. Chi decide di provarci rischia di danneggiare in modo permanente sia iPhone X, ormai un modello d’epoca, sia lo smartphone Android da modificare.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
97 Condivisioni