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iPhone Duo resiste all’acqua con IP68, ma la sabbia è un rischio

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Il debutto di iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole firmato Apple, è fissato per il 23 ottobre 2026 e arriva con una certificazione IP68 che sulla carta promette parecchio. Chi spera di portarlo in spiaggia senza pensieri però deve fare i conti con una realtà un po’ meno rosea. La sigla indica infatti un dispositivo sigillato contro la polvere e capace di reggere schizzi o una breve permanenza in acqua pulita, ma la sabbia è tutta un’altra faccenda. Lo stesso grado di protezione compare già su Pixel 11 Pro Fold e le prove sul campo mostrano che i granelli riescono comunque a rovinare la cerniera. Con l’acqua i pieghevoli moderni se la cavano piuttosto bene, con la sabbia la situazione si complica parecchio.

Cosa significa davvero la certificazione IP68

Il codice di protezione è composto da due cifre. La prima riguarda le particelle solide come la polvere e il 6, ormai standard sui top di gamma, indica un dispositivo completamente stagno. Tradotto in termini pratici, le particelle più fini non raggiungono i componenti interni e non possono mandare in corto il telefono. La seconda cifra misura invece la resistenza all’acqua. Un telefono davvero impermeabile non esiste e l’8 significa semplicemente che lo smartphone sopporta un’immersione in acqua poco profonda fino a 30 minuti.

C’è poi un dettaglio da non sottovalutare. I test vengono eseguiti con acqua dolce e pulita, quindi il mare e il cloro della piscina restano esclusi e possono corrodere l’elettronica a prescindere dalla certificazione. In caso di tuffo involontario conviene sciacquare subito il dispositivo con acqua pulita, spegnerlo e lasciarlo asciugare. I modelli degli ultimi tre o quattro anni con buona probabilità sopravvivono senza problemi.

Va ricordato anche che la certificazione non è un’etichetta che il produttore può attribuirsi da solo. Apple ha pagato per far testare iPhone Duo da un laboratorio indipendente che ha verificato i risultati e rilasciato il certificato. Curiosamente alcuni telefoni si comportano bene in acqua pur senza alcuna sigla, semplicemente perché chi li produce non ha affrontato l’iter. Per il nuovo pieghevole di Cupertino il traguardo pesa doppio, sia per il prezzo molto elevato sia per la presenza di una cerniera meccanica in movimento, e ottenere IP68 su un oggetto con parti mobili è un risultato notevole, almeno in teoria.

Il tallone d’Achille dei pieghevoli resta la cerniera

I pieghevoli Android circolano da anni e il loro punto debole più ricorrente è proprio il meccanismo di piegatura. Sabbia, polvere grossolana e frammenti di sporco si infilano negli ingranaggi e provocano scricchiolii udibili che, senza una riparazione completa, possono rendere il telefono inutilizzabile. Non a caso pochissimi modelli vantano una protezione elevata. Galaxy Z Fold 8 si ferma a IP48, dove il 4 indica una difesa contro particelle più grandi di 1 mm, una dichiarazione forse più onesta visto che i granelli di quelle dimensioni finiscono comunque per danneggiare la cerniera col tempo. Pixel 11 Pro Fold esibisce invece IP68 come il Duo, eppure le testimonianze degli utenti confermano che non regge il contatto con sabbia, ghiaia o polvere abbondante.

Non si tratta per forza di informazioni ingannevoli. Il test sulla polvere verifica se le particelle penetrano in un involucro, ma come sia fatto quell’involucro e se riproduca fedelmente il prodotto finale, cerniera compresa, non viene reso pubblico. Apple potrebbe aver sviluppato una soluzione di nuova generazione, anche se la storia della categoria rende l’ipotesi poco probabile. L’azienda poi è tra le più riservate del settore e difficilmente seguirà l’esempio di OnePlus nel raccontare cosa accade in laboratorio. Una possibilità è che i componenti siano stati testati separatamente, magari senza la cerniera, oppure solo con il dispositivo completamente chiuso o aperto, le posizioni che proteggono meglio il meccanismo.

AppleCare+ e le alternative senza cerniera

Tra entusiasmo e scorte limitate, chi desidera iPhone Duo farà bene a prenotarlo per non rischiare mesi di attesa. Il modello si adatta poco a chi vive all’aperto o frequenta spesso sabbia e terra, perché basta una folata di vento per spingere i granelli nella cerniera. Senza AppleCare+ il danno ricadrebbe quasi certamente nella categoria “altri danni”, con una spesa che può arrivare a circa 1.400 euro. Con la copertura lo stesso incidente rientra nei danni accidentali e costa circa 90 euro, mentre il passaggio all’abbonamento mensile o annuale ha reso il servizio più conveniente, tanto da apparire indispensabile per un telefono di questa fascia.

Il Duo è pensato soprattutto per chi tratta con cura i propri dispositivi e passa le giornate tra casa, ufficio e città. Anche un po’ di gioco con i bambini in giardino o vicino a una sabbiera può bastare a danneggiare qualsiasi pieghevole. Chi cerca un top di gamma da usare con più libertà può puntare sulla gamma iPhone 18 Pro, che condivide con il Duo il chip A20 Pro e la certificazione IP68. iPhone 18 Pro offre le stesse fotocamere in un formato più tascabile a un prezzo decisamente inferiore, mentre iPhone 18 Pro Max porta un display da 6,9 pollici su una scocca tradizionale, priva di qualsiasi cerniera.

Fonte: TecnoAndroid

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