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La tabella di marcia dei Core Ultra 400, la famiglia di processori desktop nota con il nome in codice Nova Lake, è finita in rete grazie a una slide trapelata che mette nero su bianco date e tempistiche. Il quadro che ne esce è abbastanza chiaro, produzione di massa avviata nel quarto trimestre del 2026 e primi chip sugli scaffali nel primo trimestre del 2027, ma con una particolarità che rompe le abitudini di Intel, perché il modello più potente non arriverà per primo.
A debuttare all’inizio del 2027 sarà infatti la versione a 28 core, sbloccata, mentre il vero mostro della gamma, quello con 52 core, slitta a un momento imprecisato dello stesso anno. Alcune indiscrezioni parlano di una finestra compresa tra la fine di maggio e settembre 2027. Il calendario di produzione, va detto, coincide con quanto già circolava nel corso del 2025, quindi la slide non fa altro che confermare una pianificazione già nota.
Perché il modello a 52 core arriva dopo
Di solito Intel apre le danze con il top di gamma sbloccato e poi scende lungo il listino. Stavolta no. Il motivo, stando alle informazioni circolate, è che il chip a 52 core costruito con due compute tile non è pensato come un normale flagship da gaming, ma come una proposta di fascia superiore rivolta al pubblico HEDT, quello delle workstation muscolari e dei carichi di lavoro pesanti. Un prodotto a parte, insomma, con una sua tempistica.
La slide, tra l’altro, non sembra un documento ufficiale Intel. Molto più probabile che arrivi dalla presentazione di un produttore di schede madri o di un partner OEM, che ha raccolto e riorganizzato le informazioni ricevute dall’azienda. Tradotto, i dati sono verosimili ma non definitivi.
Sul fronte architetturale, Nova Lake-S punta su una struttura ibrida piuttosto ambiziosa, fino a 16 core ad alte prestazioni di nuova concezione chiamati Coyote Cove con 16 MB di cache L2, fino a 32 core efficienti Arctic Wolf e altri quattro core Arctic Wolf a bassissimo consumo. Ogni coppia di Coyote Cove condividerebbe 2 MB di L2, scelta che qualche effetto sulle prestazioni single thread lo avrà per forza. Il contrappeso si chiama bLLC, la cache di ultimo livello maggiorata, che secondo le indiscrezioni può arrivare a 288 MB. È la risposta di Intel ai processori X3D di AMD, che oggi dominano le classifiche del gaming.
Consumi, socket e piattaforma
Numeri importanti anche sul versante energetico. I chip con due compute tile potrebbero arrivare a 474 W, con schede madri equipaggiate da tre connettori di alimentazione EPS a 12V. Non esattamente roba da case compatti. I Core Ultra 9 della serie 400 dovrebbero fermarsi a 52 core, i Core Ultra 7 a 44 core, sempre con due tile di calcolo, anche se le configurazioni precise restano da definire.
Il comparto input output prevede un sottosistema di memoria DDR5 a doppio canale con supporto fino a moduli DDR5-8000 e 24 linee PCIe 5.0 gestite direttamente dalla CPU. Sedici sono destinate alla grafica, con possibilità di suddivisione in due blocchi x8 oppure quattro x4, e le restanti otto sono organizzate in due collegamenti x4 per gli SSD.
Serviranno chipset della nuova serie 900 e soprattutto il socket LGA1954, che Intel avrebbe intenzione di mantenere in vita più a lungo del solito, garantendo una via di aggiornamento per diversi anni. Schede madri Z990 con quel socket sono già state avvistate dal vivo.
La stessa slide, infine, elenca due famiglie successive, Razor Lake e Hammer Lake, collocate dopo il quarto trimestre del 2027. Nessun dettaglio tecnico su nessuna delle due, né chiarezza sul fatto che corrispondano rispettivamente alle serie Core Ultra 500 e Core Ultra 600 oppure che finiscano sotto un’unica generazione.








