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Poche frasi hanno segnato la carriera di un attore come quel commento sugli occhi morti pronunciato da Tom Hanks durante il casting di Band of Brothers, la miniserie che ancora oggi viene citata tra le migliori mai prodotte per la televisione. Connor Ratliff aveva già ottenuto la parte, aveva firmato, aveva un ruolo piccolo ma sufficiente a farsi notare. Poi, a pochi giorni dall’inizio delle riprese, tutto è saltato.
Per capire il contesto serve tornare indietro. La collaborazione tra Steven Spielberg e Hanks in Salvate il soldato Ryan, uscito nel 1998, era stata una delle più fortunate per entrambi. Il film ambientato durante la Seconda guerra mondiale aveva colpito i veterani per il realismo, aveva convinto la critica, aveva riempito le sale e portato a casa cinque premi Oscar a fronte di undici candidature. Con quel precedente alle spalle, i due decisero di riprovarci sullo stesso terreno, ma stavolta sul piccolo schermo.
Nel 2001 HBO manda in onda Band of Brothers, creata da Spielberg e Hanks, con quest’ultimo alla regia dell’episodio Crossroads, il quinto della prima stagione. Il cast è un elenco di nomi che oggi fanno impressione messi tutti insieme: Ron Livingston, Damian Lewis, James McAvoy, Andrew Scott, Tom Hardy, David Schwimmer, Michael Fassbender. In quella lista, secondo i piani iniziali, ci sarebbe dovuto essere anche Connor Ratliff.
Il soldato Zielinski e il viaggio che finì male
Il ruolo assegnato a Ratliff era quello del soldato semplice Zielinski. Niente di enorme, ma abbastanza per mettere un piede dentro. Dopo un provino e un paio di telefonate con i direttori del casting e gli assistenti, l’attore entra ufficialmente nel progetto. Poi arriva la chiamata del suo agente, a ridosso delle riprese, con un messaggio che suona già come una condanna: bisogna prendere subito un treno per Londra, perché Hanks ha visto il provino e ha dei dubbi. Pensa che quel ragazzo abbia gli occhi morti.
Ratliff parte. Stavolta in sala c’è anche Hanks. Legge la sua scena, riceve un ringraziamento educato per essere venuto fin lì, aspetta qualche minuto fuori. Poi il direttore del casting gli comunica che hanno deciso di non proseguire con lui. Lo stesso Ratliff ha raccontato quel giorno come uno dei peggiori della sua vita, tanto che per un periodo ha smesso di recitare del tutto. Le cose sono cambiate negli anni successivi, con partecipazioni a film come Mean Girls e alla serie La fantastica signora Maisel.
Ventidue anni dopo, faccia a faccia
L’episodio risale al 2000. Nel 2022, ventidue anni più tardi, i due si sono ritrovati. Nel frattempo Ratliff aveva lanciato un podcast partito nel 2020 e intitolato, senza troppi giri di parole, Dead Eyes. Un programma in cui esplora i lati meno raccontati del mestiere dell’attore, con ospiti famosi che condividono i propri fallimenti professionali.
Il 10 marzo 2022 esce la puntata che tutti aspettavano: quasi novanta minuti di conversazione tra Ratliff e Hanks su quanto era successo. Il conduttore ha potuto dire in faccia al diretto interessato quanto quel licenziamento lo avesse segnato. Hanks si è scusato, definendo il ricordo dell’altro come una storia agghiacciante.
“Prima di tutto, lasciami prendere tutta la responsabilità per averti fatto questo. È stato senza dubbio l’atto di un regista, e quel regista ero io”, ha detto Hanks, che era venuto a conoscenza della vicenda grazie al figlio Colin, tra gli ospiti del podcast. “Ero inorridito. Sono rimasto di ghiaccio. Il battito cardiaco è andato alle stelle e mi sono detto: l’ho fatto io? Ho fatto cosa?”.
Il punto, secondo l’attore, è che certe frasi restano dentro la stanza. “Nel santuario di quella sessione di casting sono sicuro di aver detto: non so, quel tipo ha gli occhi morti. Avrei potuto dire che aveva i capelli troppo biondi, che era troppo alto e non potevo permettere che l’aiutante fosse più alto del capitano Winters. Avrei potuto dire che era troppo basso e magro. Qualunque di queste cose sarebbe stata vera e sarebbe stata un’opinione”.
Su un punto Hanks e Ratliff si sono trovati d’accordo: quella battuta non sarebbe mai dovuta arrivare all’orecchio dell’attore. “A chiunque ti abbia riferito ciò che è stato detto nel santuario, con tanta precisione, che gli spezzino le rotule, perché quello non è permesso. Non si può citare così. È off the record”, ha chiuso Hanks.








