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iMac M6, Apple salta il chip M5: debutto entro fine 2026

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Il prossimo iMac potrebbe arrivare con il chip M6 saltando completamente la generazione intermedia, secondo quanto riferito da Mark Gurman di Bloomberg. Il desktop tutto in uno da 24 pollici sarebbe ormai vicino alla presentazione, con un debutto atteso entro la fine del 2026. Nessun ritocco sostanziale al design, nessuna rivoluzione nel formato: la novità sta quasi tutta dentro la scocca, nel processore che manda in pensione l’attuale M4 senza passare dalla casella intermedia. La scelta, per quanto possa sembrare curiosa, non sarebbe affatto una prima volta per questa linea di prodotti. Era già successo con il modello del 2021, quello che aveva inaugurato l’era Apple Silicon sui desktop colorati: dopo M1, Apple aveva bypassato M2 per andare dritta su M3. Poi è arrivato M4, e adesso la storia sembrerebbe ripetersi con lo stesso schema.

Perché Apple salterebbe il chip M5

Il calendario di aggiornamento dell’iMac non ha mai avuto la regolarità quasi svizzera dei MacBook. I portatili seguono cicli più stretti e prevedibili, mentre il desktop da 24 pollici viene toccato con meno frequenza, spesso lasciando passare più di un anno tra una revisione e l’altra. Da qui la logica del salto generazionale: quando il momento giusto per aggiornare coincide con l’arrivo di un chip più recente, tanto vale montare direttamente quello, evitando di lanciare sul mercato una macchina che nascerebbe già mezza passo indietro.

Il passaggio da M4 a M6, quindi, rappresenterebbe il vero e unico intervento pesante su questa generazione. Non un aggiornamento incrementale, ma un doppio scalino in un colpo solo, almeno sulla carta. Apple non ha ancora ufficializzato nulla, va detto, però secondo Gurman gli indizi raccolti finora puntano tutti nella stessa direzione: i modelli con silicio M6 sarebbero ormai a un passo dal debutto.

Design fermo al 2021 e nuove colorazioni all’orizzonte

Chi sperava in un ripensamento estetico rimarrà probabilmente a bocca asciutta. Il design del nuovo iMac dovrebbe restare in larghissima parte quello introdotto cinque anni fa, con il primo modello Apple Silicon: stesso profilo sottilissimo, stesso mento colorato sotto lo schermo, stessa impostazione generale del desktop tutto in uno. Il telaio, insomma, ha ormai superato i cinque anni di servizio e non sembra destinato a un pensionamento imminente.

L’unica variazione visibile, stando alle indiscrezioni, riguarderebbe le colorazioni. Nuove tonalità, quindi, per rinfrescare una gamma che negli anni ha fatto proprio del colore uno dei suoi tratti distintivi più riconoscibili. Un intervento leggero, certo, ma coerente con la filosofia che Apple ha applicato a questa linea: cambiare quello che serve, lasciare in pace ciò che funziona già.

Anche il formato da 24 pollici resterebbe invariato. Nessun ritorno a diagonali più generose, nessun modello di fascia superiore all’orizzonte per quanto riguarda questa specifica indiscrezione. L’iMac continua a posizionarsi come macchina da scrivania compatta, pensata per chi cerca un computer completo che occupi poco spazio e non richieda cavi sparsi ovunque.

Cosa aspettarsi dal lancio

La disponibilità sul mercato, se le informazioni verranno confermate, dovrebbe collocarsi prima della fine dell’anno. Un lancio nella seconda metà del 2026, dunque, in linea con quanto Apple ha fatto in passato con questa categoria di prodotto, dove gli annunci arrivano spesso senza grandi eventi dedicati e più spesso tramite comunicati o aggiornamenti diretti sul sito. Va ricordato che al momento si parla di indiscrezioni, per quanto provenienti da una fonte che negli anni ha costruito un discreto curriculum di previsioni azzeccate sui piani di Cupertino. Nessuna conferma ufficiale, nessuna data cerchiata sul calendario, nessun prezzo. Solo la prospettiva di un iMac che, dopo aver saltato M2 e M5, arriverà sugli scaffali con un processore di due generazioni più avanti rispetto a quello che sostituisce.

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