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Chi si ritrova con una gomma bucata si domanda quasi sempre la stessa cosa, cioè se convenga sostituire un solo pneumatico oppure rassegnarsi a comprarne quattro. La risposta esiste, ed è meno drastica di quanto racconti il passaparola da officina: in diverse situazioni cambiare un singolo pneumatico è del tutto legittimo, a patto di guardare bene quanto battistrada resta sugli altri tre, che tipo di veicolo si guida e cosa prescrive il costruttore. Il nodo, in fondo, è tutto lì. Uno pneumatico appena montato ha scanalature più profonde rispetto a compagni che hanno già percorso migliaia di chilometri, e questa differenza cambia la circonferenza di rotolamento, con effetti sul comportamento su strada e, su alcune auto, sull’elettronica di bordo.
Quando la sostituzione singola ha senso
Se gli altri tre pneumatici sono relativamente nuovi e hanno una profondità del battistrada molto simile fra loro, sostituirne uno danneggiato è una scelta ragionevole. Il ricambio però deve somigliare il più possibile a quelli già montati: stesse dimensioni, stessa tipologia, stessa marca e modello, stesso indice di carico e stesso codice di velocità. Michelin è chiara su questo punto e aggiunge un dettaglio spesso trascurato, ovvero la corrispondenza anche della profondità residua del battistrada.
La US Tire Manufacturers Association conferma che in certe circostanze la sostituzione singola è appropriata, ma suggerisce di abbinare il pneumatico nuovo a quello con il battistrada più profondo e di montare la coppia sull’asse posteriore quando l’auto è a trazione anteriore. Per la trazione integrale il discorso cambia parecchio da modello a modello: alcuni costruttori tollerano solo scarti minimi, altri indicano limiti precisi. Il libretto di uso e manutenzione, in questi casi, vale più di qualsiasi regola generale.
Perché quei millimetri contano davvero
Un pneumatico nuovo gira leggermente più lento di uno consumato, semplicemente perché è più grande. Su un’auto a due ruote motrici una piccola differenza si assorbe senza drammi, sempre che le altre gomme siano in condizioni simili. Quando lo scarto diventa consistente, invece, cambiano trazione, comportamento dinamico e il modo in cui la centralina legge la velocità delle ruote. Qui entrano in gioco ABS, controllo di trazione e controllo di stabilità, che lavorano proprio sui sensori di velocità ruota. Se una gira in modo diverso dalle altre, questi sistemi possono intervenire in maniera diversa da quella prevista. C’è poi la questione dell’aderenza, soprattutto sul bagnato: mettere una gomma fresca accanto a tre quasi finite crea disparità evidenti. Rispettare la misura stampata sul fianco, insomma, non basta. L’obiettivo è mantenere le caratteristiche complessive il più uniformi possibile.
Le auto a trazione integrale meritano un capitolo a parte. I sistemi AWD si aspettano che le ruote girino a velocità quasi identiche, e una differenza marcata di circonferenza può spingere la trasmissione a compensare uno slittamento che in realtà non esiste, caricando differenziali e ripartitori. Michelin avverte esplicitamente di prestare attenzione in questi casi. Non significa che serva sempre un treno completo, ma che i limiti li decide il costruttore, non l’intuito.
Cosa fare quando le altre gomme sono già stanche
Se i tre pneumatici superstiti sono parecchio usurati, la sostituzione singola perde attrattiva. Le strade percorribili sono quattro. Cambiare tutte e quattro le gomme resta l’opzione più lineare, anche se non la più leggera per il portafoglio. Cambiarne due è spesso preferibile, con le più nuove all’asse posteriore per una migliore stabilità sul bagnato. Alcuni specialisti offrono la rasatura, cioè riducono il battistrada del pneumatico nuovo per allinearlo agli altri. E infine c’è la sostituzione singola, valida quando il resto è ancora in buono stato.
Nelle discussioni online tra appassionati il tono è simile. In un thread del 2026 dedicato a una Mazda CX-30 AWD con gomme intorno ai 4 o 4,8 mm di battistrada, la maggioranza ha consigliato di cambiarle tutte. In un altro caso, una Toyota Corolla Cross Hybrid AWD con appena 16.000 km, la sostituzione singola è sembrata accettabile, sempre verificando le specifiche del costruttore. L’opzione più economica dal gommista non coincide sempre con quella più conveniente per l’auto nel tempo. Misurare il battistrada residuo, scegliere un ricambio davvero corrispondente e leggere le prescrizioni del costruttore evita usure premature e riparazioni costose alla trasmissione.










