Hyundai IONIQ V ha fatto girare parecchie teste quando è stata svelata, e non per le sue prestazioni. Linee tese, profilo basso, superfici taglienti che sembrano uscite da un atelier di Sant’Agata Bolognese più che da Seul. Poi però arriva la scheda tecnica, con un singolo motore da 225 cavalli, e l’effetto wow si sgonfia un attimo. È proprio questo scarto tra estetica e sostanza che fa venire voglia di immaginare cosa succederebbe se ci mettessero mano i reparti sportivi della casa coreana.
La vettura è stata mostrata al Salone di Pechino 2026 ed è per ora un’esclusiva del mercato cinese. Niente lascia pensare che una versione più cattiva sia davvero in lavorazione, ma con Ioniq 5 N e Ioniq 6 N Hyundai ha già dimostrato di saper trasformare un’auto elettrica in qualcosa di divertente da guidare. Tirando un po’ il ragionamento, una IONIQ V N potrebbe diventare l’erede spirituale della Elantra N, stavolta con tutta la tecnologia EV moderna alle spalle.
Un cuneo affilato su quattro ruote
Il rendering esclusivo immagina la IONIQ V vestita di tutto punto in chiave N, mantenendo intatta quella silhouette a cuneo che è il suo tratto distintivo. Davanti la calandra diventa più aggressiva, con uno splitter profondo, prese d’aria più generose e i classici accenti rossi visti sugli altri prodotti N. Con i suoi 4,9 metri di lunghezza il muso ricorda una Prius gonfiata in palestra, parabrezza molto inclinato e coda fastback.
Cerchi più grandi, freni maggiorati, minigonne discrete e assetto ribassato servono a rendere la postura più decisa. Dietro spuntano un diffusore più funzionale, uno spoiler sobrio ed elementi specifici per i gruppi ottici. L’abitacolo, invece, resterebbe quasi identico a quello della versione standard, con un enorme display panoramico da 27 pollici in 4K al centro, processore Qualcomm Snapdragon 8295, grafiche personalizzabili per le prestazioni e telemetria pensata per la pista. Non mancherebbero head-up display con cronometro per i giri, guida semiautonoma di livello 2, sedili sportivi avvolgenti con logo N illuminato e tanta Alcantara sparsa ovunque.
Cavalli da paura e un cambio finto manuale
Sotto il pavimento c’è l’architettura E-GMP a 800 volt, la stessa base che potrebbe ospitare il powertrain a doppio motore e trazione integrale già visto sulla Ioniq 6 N. In quella configurazione si superano i 601 cavalli, che salgono a 641 attivando la modalità N Grin boost. La chicca però sarebbe un’altra: il cambio manuale elettronico brevettato di recente. Un’evoluzione della tecnologia e-Shift, con leva a cancelletto, sei rapporti più la retromarcia, pedale della frizione vero e una simulazione gestita via software che ricrea la sensazione del cambio manuale tradizionale.
Per il telaio si parla di molle più rigide con ammortizzatori adattivi, barre antirollio più spesse, torque vectoring affilato e impianto frenante potenziato per tenere a bada tutta quella potenza. Se Hyundai dovesse mai dare il via libera a una IONIQ V N, se la vedrebbe con Tesla Model 3 Performance, Polestar 4 con il Performance Pack, MG IM5 Performance, BYD Seal Performance, Xpeng P7 Ultra e BMW i3. La versione standard, in vendita in Cina entro la fine dell’anno, dovrebbe prima o poi arrivare anche su altri mercati, esclusi però gli Stati Uniti dove le auto cinesi sono di fatto bloccate. Se sbarcherà davvero altrove, le scommesse dicono che lo farà con prestazioni superiori rispetto a quelle offerte oggi sul mercato cinese.