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Con l’arrivo di HarmonyOS 7 sul mercato cinese, HUAWEI mette sul tavolo una versione del proprio sistema operativo costruita attorno a tre pilastri piuttosto chiari: intelligenza artificiale, elaborazione spaziale e dialogo continuo tra dispositivi. Non è solo una questione di effetti grafici, anche se quelli abbondano. Ci sono interventi profondi sulle prestazioni, funzioni pensate per il gaming, strumenti di accessibilità e un sistema antifrode incastonato direttamente nelle fondamenta del software. L’idea di fondo, ripetuta più volte dall’azienda, è quella di un sistema che capisca il contesto e agisca da solo quando serve, tenendo insieme applicazioni, funzioni di sistema e modelli di IA.
Effetti tridimensionali e un assistente che diventa operativo
La novità più vistosa si chiama Harmony Spatial Computing. Le icone lasciano scie di luce e ombra quando vengono trascinate, possono sgranarsi in particelle fotosensibili, e ogni interazione con l’interfaccia viene accompagnata da un feedback aptico e visivo. La fotocamera serve a costruire un campo visivo tridimensionale, il meteo aggiunge prospettive 3D ai punti di riferimento cittadini, alcuni elementi del calendario cambiano a seconda dell’angolo di visuale.
Sulla schermata di blocco arrivano effetti di profondità, con un Orologio spaziale che infila l’ora dentro i livelli dell’immagine di sfondo. Lo Sfondo spaziale, invece, muove i piani prospettici mentre si scorre sul display. Ci sono poi contenuti multimediali tridimensionali esplorabili con due dita o inclinando lo schermo. Sul fronte creativo, Remy trasforma i filmati girati con i droni in mappe 3D, V2Fun genera modelli tridimensionali da una singola foto, Dianping propone tour virtuali dei negozi e HUAWEI 3DGS si occupa della modellazione dei prodotti su JD.com.
L’altro capitolo grosso è Harmony Intelligence, che tiene insieme modelli cloud e locali, una memoria a quattro livelli, competenze delle app, cicli agentici e protocolli di sicurezza. Qui trova posto la nuova versione di Celia, con una schermata iniziale rivista, una scheda Home e una barra laterale dedicata a Celia Memory e Celia Claw. Quest’ultima converte password, codici, indirizzi e link copiati in azioni immediate delle applicazioni. Celia traduce documenti in lingua straniera in modo continuo, ottimizza un curriculum sulla base di un annuncio di lavoro, genera domande da colloquio e affina le risposte, registrando poi gli inviti nella sezione Memo con data, ora, luogo e note. Può inoltre pilotare condizionatori, robot aspirapolvere e telecamere di sicurezza, mentre altri agenti di sistema si occuperanno di attività genitoriali, routine domestiche e prenotazioni di servizi locali tramite chiamate automatizzate.
Prestazioni, memoria e un antifrode cucito nel sistema
Le app HUAWEI diventano a loro volta agenti. Petal Maps costruisce itinerari a voce, il browser seleziona contenuti di tendenza con analisi più approfondite, HUAWEI Music crea playlist partendo da una frase, HUAWEI Video prepara liste di contenuti e risponde in tempo reale sulle trame, HUAWEI Reading genera schemi di capitoli e discussioni interattive, HUAWEI Themes filtra stili e produce temi e caratteri.
Sotto il cofano lavora Ark Engine, che passa da una gestione passiva delle risorse a un’allocazione proattiva guidata dall’IA. HUAWEI dichiara fino al 15% di prestazioni complessive in più e fino a 36 minuti di autonomia guadagnati, con incrementi del 22% nella fluidità delle app usate spesso, oltre il 34% nel mantenimento in vita dell’app principale e transizioni fino al 25% più rapide. La modalità Prestazioni promette un’accelerazione fino al 25% rispetto a HarmonyOS 6. Super Spatial Memory libera fino a 3 GB di RAM aggiuntiva, mentre Super Spatial Storage recupera fino a 109 GB su un dispositivo da 1 TB, 51 GB sui modelli da 512 GB e 22 GB su quelli da 256 GB. Un Mate 60, sostiene l’azienda, conserva dopo tre anni il 90% della fluidità iniziale.
Il gaming si appoggia ad Ark Scheduling Engine, AI Super Resolution, Intelligent HDR e Intelligent Frame Stabilization, con immagini fino a 1,5 volte più nitide e stabilità del frame rate migliorata del 40% su sessioni testate fino a 3,5 ore. Capitolo sicurezza: HarmonyOS Star Shield intercetta frodi via chiamate, messaggi, app e link dannosi, riconosce voci sintetiche, smaschera chiamate che sembrano nazionali ma arrivano dall’estero grazie al rilevamento a livello di chip e analizza i codici QR anche su volantini cartacei. Il sistema ha ottenuto una certificazione di sicurezza di livello 5 per la prevenzione delle frodi nelle telecomunicazioni. HPIC crea uno spazio personale per l’elaborazione cloud, con dati usati solo per l’attività richiesta e cancellati subito dopo. Infine Tap to Transfer condivide foto, video e file crittografati tra più dispositivi con un tocco, inclusi i pacchetti di installazione dei giochi senza consumare dati mobili.








