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Halo riparte da zero: il nuovo gioco sarebbe un reboot

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Il prossimo capitolo di Halo potrebbe non essere un seguito e nemmeno l’ennesimo remake, ma un vero e proprio reboot, cioè un punto di ripartenza per una delle saghe più identitarie del mondo Xbox. A dirlo è TechnicalHalo, un leaker che in passato ha già azzeccato alcuni annunci legati al franchise, e che su X ha raccontato di aver ricevuto informazioni da una fonte interna. Poche parole, per ora, ma pesanti: il nuovo gioco sarebbe appunto un ricominciare da capo, non una prosecuzione della storia già raccontata.

Il dettaglio non è secondario, perché cambia parecchio la prospettiva su quello che Microsoft ha in cantiere. Una cosa è già stata messa nero su bianco dalla stessa azienda, ovvero che il titolo avrà una campagna e non si limiterà a essere un’esperienza soltanto multiplayer. Il che lascia immaginare un racconto su Master Chief affrontato con un taglio diverso, con la lore rimessa in discussione e magari riscritta in alcuni passaggi. Quando si riparte da zero, del resto, nulla può essere davvero escluso.

Cosa potrebbe cambiare davvero in questo nuovo Halo

I presupposti narrativi che rendono Halo riconoscibile difficilmente verranno toccati, perché sono esattamente quello che identifica la serie agli occhi di chi la segue da vent’anni. Il resto, però, è terreno aperto. Trama, personaggi secondari, equilibri interni alla storia: tutto potrebbe essere rivoltato, e un reboot serve proprio a questo, a concedere agli autori la libertà di rimettere mano a elementi che altrimenti sarebbero blindati da una continuità ormai lunghissima.

Vale la pena ricordare il contesto in cui questa operazione si colloca. Xbox si è riorganizzata internamente, e in questa nuova struttura Activision controlla Halo e Rare, mentre Bethesda ha sotto di sé Obsidian e altri studi. Non è un dettaglio burocratico: significa che il franchise è passato sotto la responsabilità del publisher che ha costruito il fenomeno Call of Duty, trasformandolo in qualcosa che va ben oltre il videogioco e che è diventato quasi un appuntamento fisso della cultura pop.

Perché affidare il franchise ad Activision sembrava inevitabile

L’ambizione dichiarata è quella di creare il più grande Halo di sempre, e messa così la scelta di mettere il marchio nelle mani di Activision appariva quasi obbligata. Serviva una struttura capace di reggere il peso di un rilancio concreto, non un semplice ritocco, e il curriculum del publisher in questo senso parla da solo.

Il motivo di fondo, poi, ha a che fare con quello che è successo negli ultimi anni. Halo Infinite, pur con tutti i suoi meriti, ha finito per mettere in luce i limiti del team che aveva raccolto l’eredità di Bungie, lo studio che la serie l’aveva creata. Gestire un brand di quella portata, che per Xbox significa molto più di una linea di prodotto, si è rivelato un compito complicato, e il risultato ha lasciato la sensazione di un potenziale non sfruttato fino in fondo.

Da qui l’idea del reboot, che a questo punto assume un senso preciso: azzerare, ricominciare, provare a riscrivere le regole invece di continuare a rincorrere una storia che si trascina da troppo tempo. Resta il fatto che si parla ancora di indiscrezioni, per quanto arrivate da una fonte che in passato ci ha visto giusto più di una volta, e che i dettagli concreti sul progetto restano pochissimi. Quello che si sa con certezza, al momento, è che ci sarà una campagna, che il gioco è in mano ad Activision e che l’obiettivo dichiarato è puntare in alto. Il resto, dalla struttura narrativa alle scelte sui personaggi, appartiene ancora al terreno delle voci di corridoio, in attesa che Microsoft decida di scoprire le carte e raccontare come intende rimettere in piedi Master Chief e il suo universo.

Fonte: TecnoAndroid

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