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Numeri non entusiasmanti per Halo: Campaign Evolved, almeno secondo l’ultima analisi di mercato firmata Allinea Analytics, che a due settimane dal lancio stima 1,2 milioni di copie vendute per un fatturato attorno ai 62 milioni di euro. Cifre che, per un marchio del peso di Halo e per un debutto che segna il primo sbarco storico della saga su hardware Sony, suonano più come un mezzo passo che come una corsa.
La ripartizione tra le piattaforme, curiosamente, è quasi in equilibrio: 42% su Xbox, 41% su PlayStation e 17% su Steam. Un dato che di per sé racconta poco, se non si aggiunge il grande convitato di pietra di tutta questa vicenda, ovvero Game Pass. Il remake è arrivato nel servizio già dal day one e gli analisti stimano che circa 2,1 milioni di utenti lo abbiano provato tramite abbonamento, con 600.000 giocatori disposti a pagare l’upgrade alla Premium Edition per mettere le mani sul gioco cinque giorni prima. Difficile immaginare che tutto questo non abbia eroso una fetta consistente delle vendite tradizionali.
Su Steam il problema si chiama Master Chief Collection
Il capitolo più fragile riguarda il PC. Su Steam il gioco si sarebbe fermato a 232.000 copie, un risultato che gli analisti spiegano soprattutto con una concorrenza interna piuttosto scomoda: Halo: The Master Chief Collection costa meno, finisce spesso in sconto pesante e offre molti più contenuti. Circa l’80% di chi ha acquistato Campaign Evolved aveva già giocato la MCC, segno che il pubblico raggiunto è quello dei fan storici, non di nuovi arrivati.
Le recensioni degli utenti convergono su tre punti dolenti. Il prezzo, considerato troppo alto. Il valore percepito, penalizzato dall’assenza del multiplayer competitivo e da missioni bonus che hanno convinto poco. E infine la sovrapposizione con la raccolta già esistente, che di fatto rende il remake un doppione parziale agli occhi di chi conosce la serie a memoria.
Il confronto con Black Ops fa male
Su PS5 la situazione non cambia radicalmente. Le stime parlano di 544.000 copie per circa 30 milioni di euro, un totale inferiore a quello registrato su Xbox nonostante una base installata ben più ampia. La lettura degli analisti è che il pubblico PlayStation non fosse davvero preparato all’arrivo di Halo, con il prezzo a fare da ulteriore freno per chi magari era solo curioso.
Il paragone che colpisce di più, però, riguarda le conversioni per PS4 e PS5 di Call of Duty: Black Ops e Black Ops 2, che nel luglio scorso erano ufficialmente i due giochi più venduti sul PlayStation Store. I due sparatutto, usciti originariamente nel 2010 e nel 2012, avrebbero superato complessivamente i 12 milioni di copie su PS5. Black Ops 2 da solo avrebbe generato circa 325 milioni di euro, mentre il primo capitolo avrebbe oltrepassato i 112 milioni di euro.
Tradotto in proporzioni, i due porting avrebbero venduto oltre sedici volte le copie di Halo: Campaign Evolved su console Sony. La spiegazione fornita da Allinea è tutt’altro che misteriosa e ruota intorno a un elemento specifico: il multiplayer PvP, presente nei due Black Ops e completamente assente nel remake. Non a caso, la maggior parte di chi ha comprato Black Ops su PS5 non avrebbe nemmeno avviato la campagna, dettaglio che conferma quanto la componente competitiva resti la vera calamita commerciale del genere. Sullo sfondo rimane un altro elemento già emerso in precedenza, ovvero uno sviluppo che sembra essere stato tutt’altro che lineare per il remake, con tutte le complicazioni che un percorso del genere porta con sé.









