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La scelta di Rockstar Games di affidare a Netflix la presentazione di GTA 6 ha prodotto un effetto piuttosto concreto sui numeri della piattaforma di streaming, con oltre 100.000 nuove iscrizioni raccolte in una finestra di esclusiva durata appena sei ore. Il filmato è poi finito su YouTube poche ore più tardi, eppure una fetta di appassionati americani ha preferito non aspettare e ha sottoscritto un abbonamento apposta per vedere l’anteprima in anticipo.
I dati arrivano dalla società di analisi Ampere Analysis, che ha messo sotto la lente il comportamento degli spettatori statunitensi nelle ore successive alla trasmissione dell’Extended Look. Il quadro che ne esce racconta molto sul peso specifico che un evento videoludico riesce ad avere su un servizio nato per film e serie tv, e su quanto Netflix stia provando a costruirsi uno spazio dentro la cultura del gaming senza dover per forza produrre giochi in proprio.
I numeri dietro l’operazione Netflix
Il dettaglio più interessante riguarda gli utenti dormienti. Secondo l’analisi, il 5% delle persone che hanno guardato lo showcase di Grand Theft Auto 6 negli Stati Uniti non apriva Netflix da almeno trenta giorni. Il loro rientro sulla piattaforma è passato proprio dall’Extended Look, guardato prima di qualsiasi altro contenuto disponibile nel catalogo. Non un dettaglio da poco, considerando quanto sia difficile per un servizio in abbonamento riattivare chi ormai ha smesso di collegarsi.
Per numero di nuovi abbonati attratti, la presentazione si è piazzata subito dietro la stagione finale di Stranger Things e l’evento MVP MMA: Rousy contro Carano. Due appuntamenti costruiti su anni di attesa e su un pubblico già fidelizzato, mentre qui si parlava di un video di presentazione di un videogioco che sarebbe comunque arrivato gratis su YouTube nel giro di poche ore. “Netflix potrebbe non essere in grado di competere direttamente con i più grandi franchise videoludici AAA, ma può contendersi l’attenzione che ruota attorno ad essi”, si legge nell’analisi. “Trailer, annunci e adattamenti offrono a Netflix un punto d’accesso alla cultura videoludica senza possedere direttamente i giochi. GTA 6 è un esempio particolarmente emblematico, data la portata del franchise e il grande entusiasmo attorno al suo lancio.”
Perché conviene a entrambe le parti
Louise Woodridge, senior research manager di Ampere Analysis, ha spiegato che quelle oltre 100.000 iscrizioni in sei ore dimostrano la capacità di attrazione di un grande evento legato ai videogiochi. Il ragionamento vale in due direzioni. Da un lato, la piattaforma trova un modo per competere con YouTube sull’attenzione dei videogiocatori, un terreno su cui finora ha giocato poco e male, e allo stesso tempo riporta sul servizio spettatori che si erano allontanati.
Dall’altro lato c’è il vantaggio per Rockstar Games. “Per Rockstar, Netflix apre GTA 6 a un pubblico che va oltre il bacino d’utenza tradizionale del franchise”, ha aggiunto Woodridge. Tradotto: intercettare persone che magari non seguono i canali classici dell’informazione videoludica, non guardano gli showcase in diretta e non frequentano i forum, ma che su Netflix ci passano comunque la sera.
L’effetto della presentazione, del resto, non si è fermato agli abbonamenti. È stato indicato che la trasmissione dell’anteprima ha provocato un’impennata delle vendite di console nel Regno Unito, segnale di come l’attesa attorno al gioco si stia già traducendo in acquisti di hardware ben prima dell’uscita vera e propria. C’è poi il fronte dei contenuti veri e propri del gioco, con Rockstar che ha spiegato le ragioni dietro alcune scelte di design, tra cui il motivo per cui in GTA 6 non sarà possibile girare per la città con le armi in mano come se nulla fosse. Una decisione che riguarda il funzionamento del mondo di gioco e le reazioni dei personaggi all’interno di esso.








