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Serbatoio del carburante che può staccarsi mentre il mezzo è in movimento: è questa la grana più seria che coinvolge Ford F-150, protagonista di tre dei quattro nuovi richiami annunciati dalla casa americana. Il numero fa una certa impressione, perché parliamo di 223.472 pick up prodotti tra il 2023 e il 2027 con serbatoi che potrebbero non essere fissati correttamente, con il rischio concreto di perdite di benzina o, nel peggiore dei casi, di distacco del componente durante la marcia.
Il tutto arriva in un momento particolare per il costruttore di Dearborn, che da una parte si vanta di essere stato premiato come migliore per qualità iniziale, dall’altra continua ad accumulare campagne di sicurezza. Il conteggio dell’anno è arrivato a 71 richiami, otto in più rispetto alla somma di General Motors, Toyota e Hyundai messe insieme. Un dato che, comprensibilmente, non finisce nei comunicati celebrativi.
Il problema dei serbatoi su Ford F-150
La radice del guasto sta nel montaggio. Le fascette anteriori di sostegno del serbatoio hanno delle sedi a T che, in fase di assemblaggio, non sarebbero state inserite come previsto nel longherone del telaio. Un errore apparentemente banale che compromette però la tenuta dell’intero gruppo. Ford si è accorta della cosa a luglio e al momento ha registrato 16 richieste in garanzia collegate al difetto.
La procedura prevista è lineare: i concessionari ispezioneranno i mezzi e sostituiranno le fascette dove necessario. Le lettere ai proprietari partiranno entro la fine di questo mese. Vale la pena ricordare che il difetto riguarda una delle gamme più vendute del marchio, motivo per cui i numeri risultano così alti anche quando la percentuale di veicoli effettivamente difettosi resta ridotta.
Sempre su F-150, ma su scala completamente diversa, ci sono altri due interventi. Il primo riguarda soltanto 37 esemplari del 2026 equipaggiati con cuscinetti posteriori dell’assale sbagliati. In pratica, su alcuni pick up ordinati con il pacchetto max tow, che prevede un cuscinetto da 9,75 pollici, ne è stato installato uno da 8,8 pollici. Le conseguenze possibili sono pesanti: bloccaggio delle ruote posteriori oppure distacco dell’albero di trasmissione. L’ente federale americano per la sicurezza stradale ha spiegato che il grippaggio può verificarsi dopo un periodo prolungato di utilizzo. La scoperta è arrivata a maggio, le notifiche sono in programma per il 21 settembre e i cuscinetti verranno sostituiti con quelli corretti.
Raptor con bulloni allentati e Transit con cinture distratte
Il terzo capitolo riguarda F-150 Raptor del 2026, in questo caso 17 unità. Il sospetto è che i fissaggi della barra Panhard non siano stati serrati a dovere, con il rischio che l’asta si sposti dalla posizione corretta e provochi una perdita di controllo. La spiegazione fornita dall’azienda è quasi didascalica: un dispositivo antierrore era in modalità bypass durante la produzione, quindi per alcuni veicoli mancano semplicemente i dati di coppia di serraggio.
Il primo segnale è arrivato a febbraio da una richiesta in garanzia per un rumore fastidioso, poi ricondotto proprio alla barra Panhard posteriore allentata. A marzo se ne è aggiunta una seconda. I concessionari sostituiranno i fissaggi con pezzi nuovi, serrandoli questa volta secondo specifica.
Fuori dal mondo dei pick up, l’ultima campagna tocca 1.945 Ford Transit del 2026 e 2027. Il sistema wireless che avvisa quando i passeggeri posteriori non hanno allacciato la cintura può smettere di funzionare correttamente. La causa è stata individuata in un dispositivo di test di fine linea Magna, il cui comando di verifica dello stato si sovrapponeva al segnale di interrogazione preattivato del sistema. Risultato: uno stato di errore permanente. Due le segnalazioni raccolte dal campo. I concessionari controlleranno le cinture posteriori e sostituiranno le fibbie quando serve, ma la soluzione tecnica non è ancora disponibile, motivo per cui sui veicoli coinvolti è scattato il blocco delle consegne.








