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GTA 6, Rockstar aveva pensato a quattro protagonisti

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Nello sviluppo di GTA 6 c’è stato un momento in cui Rockstar ha seriamente valutato di mettere in campo quattro protagonisti, non due. La coppia formata da Jason e Lucia, quella che il pubblico ha imparato a riconoscere fin dal primo trailer e che si è finalmente vista in azione nella recente anteprima del gioco, è arrivata dopo un ragionamento interno che aveva preso in considerazione anche una strada molto più affollata. Quattro personaggi giocabili, uno in più rispetto al trio già visto in GTA 5.

A raccontarlo è stato Rob Nelson, co responsabile di Rockstar North, che ha spiegato come l’ipotesi del quartetto sia davvero finita sul tavolo durante le discussioni sulla struttura narrativa. Non un’idea buttata lì per gioco, insomma, ma una possibilità concreta che è stata soppesata prima di essere accantonata.

Perché quattro protagonisti erano troppi

Il punto di partenza era chiaro. GTA 5 aveva rappresentato una svolta per una serie che, storicamente, si era sempre costruita attorno a un singolo personaggio: Michael, Franklin e Trevor avevano dimostrato che la formula del racconto corale poteva funzionare, e pure bene. Da lì nasceva il dilemma per il capitolo successivo, perché una volta introdotta una novità del genere ci si trova davanti a due opzioni. Alzare l’asticella aggiungendo un altro protagonista, oppure ripensare completamente l’approccio.

Rockstar ha scelto la seconda via, o meglio una soluzione intermedia. Non rinunciare alla pluralità dei punti di vista, che ormai fa parte del linguaggio della serie, ma senza complicare a dismisura l’architettura del gioco. Gestire quattro storie parallele, quattro archi narrativi, quattro personalità da caratterizzare in modo credibile avrebbe significato moltiplicare il lavoro e, con ogni probabilità, diluire la profondità di ciascun personaggio.

Il ragionamento che ha guidato la decisione è interessante proprio perché ribalta l’idea di progresso come semplice aumento numerico. Un’esperienza con più protagonisti non migliora perché i protagonisti sono di più. Migliora se cambia la natura del legame che li tiene insieme. Ed è esattamente il terreno su cui Rockstar Games ha deciso di giocarsi la partita con questo capitolo.

Il rapporto tra Jason e Lucia al centro di tutto

Jason e Lucia non sono semplicemente due personaggi che il giocatore alterna a seconda della missione. Sono una coppia, e questo cambia tutto. La relazione tra loro diventa materia narrativa viva, qualcosa che si muove insieme alla storia invece di restare sullo sfondo come una premessa fissa.

La parte più significativa riguarda la possibilità di intervenire su quel rapporto. Chi gioca potrà condizionarlo attraverso scelte piccole e grandi disseminate lungo il racconto, il che significa che il legame tra i due non è una costante immutabile ma una variabile. Un dettaglio che, sulla carta, sposta parecchio il baricentro rispetto a quanto visto in passato, dove i protagonisti condividevano obiettivi e situazioni ma restavano sostanzialmente individui separati con le proprie traiettorie.

È questa, in fondo, la risposta al perché quattro protagonisti sarebbero stati una scelta più povera. Con quattro personaggi il rischio è quello di costruire quattro storie che si incrociano di tanto in tanto. Con due, e con due legati da un rapporto sentimentale, si può lavorare su qualcosa di più stratificato: la fiducia, i conflitti, le decisioni prese insieme o all’insaputa dell’altro.

L’anteprima del gioco ha permesso di vedere finalmente come questa impostazione si traduca in pratica, dopo anni in cui l’unico materiale disponibile erano trailer e indiscrezioni. La coppia di Vice City resta quindi il cuore del progetto, frutto di una scelta che ha escluso deliberatamente la via più appariscente per puntare su quella più densa dal punto di vista del racconto.

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