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I Googlebook arriveranno sul mercato con una tempistica che ha qualcosa di curioso, perché i preordini apriranno il 21 settembre mentre l’evento ufficiale di presentazione si terrà solo il 5 ottobre, a New York. Due settimane di distanza, quindi, tra il momento in cui sarà possibile mettere mano al portafoglio e quello in cui Google racconterà davvero cosa sono questi computer portatili. Lunedì è arrivata la conferma della data di apertura degli ordini, poche ore dopo hanno iniziato a circolare gli inviti per quella che l’azienda definisce una celebrazione dedicata alle nuove macchine.
Si tratta di portatili basati su Android e costruiti attorno all’assistente Gemini, una direzione che Mountain View ha iniziato a delineare qualche mese fa senza però entrare nel merito. Anzi, a essere precisi la comunicazione fin qui è stata piuttosto generica, con pochissimi riferimenti alle specifiche tecniche e alle reali capacità della piattaforma. Chi si aspettava un quadro chiaro prima dell’apertura dei preordini, insomma, dovrà accontentarsi di quello che è stato detto finora.
Cosa aspettarsi dalla Opening Night di New York
L’appuntamento del 5 ottobre viene chiamato Opening Night e la scaletta prevista lascia intendere che sarà quella l’occasione per l’ufficializzazione completa del sistema. In programma ci sono dimostrazioni interattive delle funzionalità software, oltre ad approfondimenti sull’hardware e sulle caratteristiche dei singoli modelli. Perché i modelli saranno più di uno, va detto, e arriveranno da un gruppo di partner già noti nel mondo dei computer portatili: Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo.
Manca invece, almeno per ora, un dispositivo progettato direttamente da Google. Nessun annuncio in tal senso, il che non significa che la strada sia chiusa: un Googlebook a marchio Google resta un’ipotesi plausibile per il futuro, semplicemente non fa parte di questa prima ondata. Il modello scelto è quello classico dell’ecosistema, con l’azienda che mette il sistema operativo e l’assistente, mentre i produttori si occupano delle macchine.
Il punto che rende la sequenza un po’ anomala è proprio l’ordine delle cose. Gli utenti potranno prenotare un portatile prima che Google ne abbia mostrato tutte le funzioni sul palco, una scelta che sulla carta non aiuta chi vuole valutare con calma. Difficile pensare che l’azienda lasci passare due settimane nel silenzio, per cui appare ragionevole immaginare un’intensificazione della comunicazione nei giorni che precedono l’evento, magari con contenuti pubblicati online e materiali dedicati ai singoli modelli.
Gli eventi in presenza contano ancora?
C’è poi una considerazione più generale che riguarda il formato stesso di questi eventi di lancio. Da diversi anni la presentazione dal vivo non è più il canale principale attraverso cui un prodotto viene scoperto dal pubblico, e il settore lo ha capito da tempo. Basta pensare ai keynote di lancio degli iPhone, che dai tempi della pandemia vengono registrati in anticipo e distribuiti come veri e propri prodotti video, senza platea e senza applausi in sala.
In quest’ottica la scelta di Google diventa meno bizzarra di quanto sembri a prima vista. La Opening Night di New York funziona più come momento simbolico e vetrina per stampa e partner che come vero debutto informativo, mentre le informazioni concrete sui Googlebook possono arrivare per altre vie e con tempi diversi. Resta il fatto che chi vuole essere tra i primi ad avere uno di questi portatili dovrà decidere il 21 settembre, con la fotografia della piattaforma ancora incompleta.








