Vai al contenuto
Offerte

Googlebook, preordini dal 21 settembre con Aluminum OS

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Le prenotazioni per il primo Googlebook apriranno il 21 settembre, e Google lo ha annunciato senza troppi giri di parole, con un video teaser pubblicato su X e una mail spedita a tutti gli utenti che avevano lasciato il proprio contatto per manifestare interesse. Di informazioni concrete, per ora, ne circolano poche, ma la situazione è destinata a cambiare in fretta, visto che l’azienda presenterà ufficialmente il progetto alla stampa durante un evento a New York previsto nel giro di poche ore.

Il filmato promozionale, va detto, mostra pochissimo. Praticamente l’unico elemento riconoscibile è la light bar, quella barra luminosa che sembra destinata a diventare il tratto distintivo del dispositivo. Il timore, legittimo, è che finisca per essere un dettaglio estetico e poco altro, come già accaduto con HiLight su Pixel 11. La speranza è che qui abbia funzioni reali, non solo un effetto scenico da mostrare negli spot.

Non sarà Google a costruirli

Qui arriva il dettaglio forse più interessante di tutta la vicenda. A differenza di quanto accade con i telefoni Pixel, Google non produrrà direttamente i Googlebook. Il compito passa ai partner storici del mondo PC, ovvero Asus, Acer, Dell, HP e Lenovo, che formeranno la prima ondata di modelli disponibili. Chi effettuerà un preordine il 21 settembre, quindi, comprerà attraverso il Google Store un prodotto realizzato da una di queste aziende.

È un approccio che ricalca in parte la logica dei Chromebook, ma con un posizionamento diverso. L’idea, semplificando, è quella di un Chromebook più premium, costruito però su basi software completamente nuove. Al posto di ChromeOS ci sarà Aluminum OS, il sistema operativo basato su Android di cui si parla ormai da mesi.

Aluminum OS e il nodo delle app

Il cambio di fondamenta non è un dettaglio tecnico da smanettoni. Significa che i Googlebook potranno eseguire le applicazioni Android in modo nativo, risolvendo uno dei problemi storici che hanno frenato i Chromebook. Ci sarà inoltre accesso alla versione desktop completa di Chrome, il che dovrebbe rendere la navigazione decisamente più vicina a quella di un portatile tradizionale rispetto a quanto offerto finora.

L’altra funzione emersa è Magic Pointer, che trasforma il cursore in una sorta di assistente basato su intelligenza artificiale. Cosa sappia fare nel concreto, al momento, non è chiaro. Sul fronte hardware, le indiscrezioni parlano di schermi con rapporto 16:10, con i modelli di fascia alta che dovrebbero montare pannelli OLED ad alta frequenza di aggiornamento e scocche particolarmente leggere. Per i processori si va su due strade parallele, a seconda della configurazione scelta dal produttore, tra Snapdragon X Elite e chip Intel.

La vera incognita resta il software

Il punto critico, però, non è la scheda tecnica. È capire quanto bene il software saprà sfruttare componenti di questo livello. Far girare le app Android su un laptop è una cosa, farle sembrare pensate per un laptop è un’altra faccenda. Su uno schermo molto più grande, e spesso senza touchscreen, molte applicazioni nate per il telefono rischiano di risultare fuori posto, con interfacce sproporzionate e comandi poco comodi da usare con mouse e tastiera.

È lo scoglio su cui si sono arenati diversi tentativi precedenti di portare Android fuori dal formato smartphone. Se i Googlebook riusciranno a evitarlo, il salto rispetto ai Chromebook attuali sarà evidente. In caso contrario, il rischio è quello di ritrovarsi con hardware costoso animato da un sistema operativo nuovo di zecca ma poco convincente all’atto pratico. Per chi ha qualche esitazione all’idea di prenotare un prodotto di cui si conosce ancora così poco, la buona notizia è che l’attesa sarà brevissima. L’evento di New York arriva prima dell’apertura dei preordini, e dovrebbe chiarire quali modelli saranno disponibili, con quali configurazioni e a quali condizioni.

Condividi:
14 Condivisioni