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Googlebook, i primi 5 portatili Google partono da 770 euro

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Google ha alzato il velo sui Googlebook, i primi portatili costruiti sulla piattaforma che unisce ChromeOS e Android in un solo sistema operativo pensato per il desktop. Niente annuncio teorico, perché al debutto ci sono già cinque macchine firmate da cinque produttori diversi, tutte in vendita negli Stati Uniti dal 4 ottobre. Le prime immagini dei modelli di Acer, ASUS e Lenovo erano già circolate, ma adesso il quadro è completo: prezzi, schede tecniche, differenze.

Conviene partire da quello che tutti i Googlebook hanno in comune, perché Google ha fissato una base piuttosto alta. Ogni macchina arriva con almeno 16 GB di RAM e 256 GB di SSD, tastiera retroilluminata, schermo touch e la cosiddetta Glowbar, una striscia luminosa sul coperchio che si accende all’avvio, durante le interazioni con Gemini e per segnalare il livello della batteria. Sensore di impronte digitali su tutti i modelli e chip NPU da oltre 40 TOPS, che è il requisito minimo richiesto per far girare in locale le funzioni di intelligenza artificiale.

Autonomia, servizi inclusi e i cinque modelli in dettaglio

L’autonomia dichiarata supera le 14 ore su tutta la lineup. Chi acquista si porta a casa anche un anno di GeForce Now, il servizio di cloud gaming di NVIDIA, 12 mesi di Google AI Pro, tre mesi di YouTube Premium, più Adobe Photoshop e CapCut. Un pacchetto di benvenuto tutt’altro che simbolico.

Il modello più accessibile è Acer Googlebook 14, che parte da circa 770 euro ed è anche l’unico convertibile della famiglia, nel senso che si ripiega completamente fino a diventare un tablet. Schermo OLED da 14 pollici con risoluzione 2.8K, processore Intel Core Ultra 5 oppure 7 di nuova generazione (nome in codice Panther Lake), scocca in alluminio e magnesio, batteria da 71 Wh.

ASUS Googlebook 14 condivide chip e materiali con la proposta di Acer, ma spinge più in alto sul pannello: OLED 3K con 500 nit di luminosità e touchpad aptico. Il prezzo sale a circa 1.120 euro. Dell XPS Googlebook è il più piccolo del gruppo, con display da 13 pollici a risoluzione 2.5K e corpo in alluminio. La vera differenza sta sotto la scocca, perché Dell ha scelto uno Snapdragon X Elite di Qualcomm, quindi un chip ARM, al posto delle soluzioni Intel. Ci sono anche il riconoscimento facciale per lo sblocco e il touchpad aptico. Si parte da circa 1.030 euro, con la possibilità di salire a 32 GB di RAM e almeno 512 GB di SSD.

Anche HP Googlebook 14 monta lo Snapdragon X Elite, abbinato a un OLED 2.8K da 500 nit. Design interamente in alluminio, touchpad aptico e listino che apre a circa 1.120 euro. Lenovo Googlebook 15 è quello con lo schermo più generoso, 15,3 pollici OLED a 2.8K, con audio Dolby Atmos. Qui si torna al chip Intel Panther Lake, con riconoscimento facciale che si aggiunge al lettore di impronte. Prezzo di partenza intorno ai 1.120 euro. Per chi cerca un portatile da usare soprattutto per guardare video e qualche sessione di gaming leggero, è probabilmente il candidato più convincente.

La scelta dei processori e la questione italiana

L’aspetto più curioso di questa prima ondata riguarda proprio i processori: tre modelli puntano su Intel Panther Lake, due sullo Snapdragon X Elite. Quest’ultimo è un chip del 2024, quindi non di primissimo pelo, però ancora in grado di dire la sua. Il vero nodo è come si comporteranno queste macchine nell’uso quotidiano con il nuovo sistema operativo ibrido. L’integrazione stretta con gli smartphone Android e il supporto nativo a Gemini sono gli argomenti più interessanti sulla carta, ma anche quelli che si valutano solo dopo settimane di utilizzo, perché da un laptop chi compra si aspetta qualcosa di più di uno smartphone ingrandito. Va segnalato, infine, che al momento la commercializzazione dei Googlebook in Italia non è prevista.

Fonte: TecnoAndroid

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