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Tim Cook incontra von der Leyen: focus sull’EU Kids Act

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Tim Cook non ha lasciato la diplomazia insieme alla poltrona di amministratore delegato, e l’incontro con Ursula von der Leyen a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo conferma in modo piuttosto netto. I due si sono visti a Manhattan, dove in questi giorni si concentrano capi di Stato e di governo, e al centro della conversazione c’è finito l’EU Kids Act, la proposta di legge europea pensata per limitare l’accesso dei minori ai social network. La presidente della Commissione europea ha raccontato il faccia a faccia su X, spiegando che entrambi hanno concordato sull’importanza di privacy, sicurezza e protezione dei più piccoli.

Quando Apple aveva annunciato il passaggio di consegne, con Cook che ha lasciato il ruolo di CEO il 1 settembre, l’azienda era stata esplicita su un punto: come presidente esecutivo avrebbe continuato a occuparsi di alcuni aspetti della società, incluso il dialogo con i decisori politici in giro per il mondo. Promessa mantenuta, a giudicare dall’agenda delle ultime settimane.

Tim Cook incontra von der Leyen: cosa prevede l’EU Kids Act e perché riguarda Apple

La proposta europea punta a restringere l’accesso dei minori alle piattaforme social nei Paesi dell’Unione, obbligando i servizi a garantire tutele più solide per gli utenti più giovani. Non è un dettaglio marginale per chi costruisce sistemi operativi e gestisce store di applicazioni, perché una normativa di questo tipo finisce inevitabilmente per toccare il modo in cui vengono verificate le età, distribuite le app e impostati i controlli parentali. Von der Leyen, nel suo messaggio pubblico, ha aggiunto che le aziende tecnologiche innovano e portano benefici enormi alla società, ma devono farlo in un modo che dia più potere ai genitori.

Apple negli ultimi mesi ha spinto parecchio sul tema della sicurezza dei minori, presentando strumenti di controllo descritti come forti e intuitivi. Ed è proprio la carta che Cook sta giocando nei suoi incontri istituzionali, mostrando ai governi che l’azienda si muove già in quella direzione senza aspettare che glielo imponga una legge.

Un giro di incontri che non si ferma a Bruxelles

L’appuntamento con la presidente della Commissione europea arriva dopo una settimana fitta. Il 19 settembre Tim Cook aveva accolto il primo ministro australiano Anthony Albanese ad Apple Park, raccontando sui social di aver parlato del lavoro dei team dell’azienda e dell’impegno di lunga data verso l’Australia. Nell’occasione ha mostrato alcune delle novità più recenti, comprese appunto le funzioni pensate per tenere i ragazzini al sicuro online. Dopo l’incontro, Albanese avrebbe riferito che Cook ha definito le restrizioni australiane sui social per i minori come un modello di riferimento a livello mondiale.

Non finisce qui, perché il presidente esecutivo di Apple è atteso anche alla cena di Stato alla Casa Bianca in onore del presidente cinese Xi Jinping, in programma per la sera di giovedì 24 settembre. Tre appuntamenti in pochi giorni, con tre interlocutori molto diversi tra loro, che raccontano bene quanto il ruolo di presidente esecutivo sia stato costruito su misura attorno alle relazioni istituzionali.

Al momento non è chiaro se Cook abbia già incontrato altri leader mondiali durante la settimana newyorkese o se lo farà nelle prossime ore. Considerando l’abitudine dei governi a pubblicare foto e commenti subito dopo questi colloqui, eventuali altri incontri difficilmente resterebbero riservati a lungo.

Il tema della sicurezza dei minori online, intanto, si sta rivelando uno dei pochi terreni su cui le piattaforme tecnologiche e i regolatori sembrano parlare la stessa lingua, almeno nelle dichiarazioni pubbliche. L’Unione Europea ha avviato il percorso legislativo, l’Australia ha già introdotto le sue restrizioni e Cupertino si presenta ai tavoli con gli strumenti pronti da mostrare.

Fonte: TecnoAndroid

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