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Nella notte migliaia di app per iPhone hanno smesso di funzionare all’improvviso, chiudendosi appena avviate. All’origine del crash non c’era un errore di Apple né degli sviluppatori, ma un problema legato a Firebase, la piattaforma di Google usata da moltissime applicazioni. La buona notizia è che la correzione è già stata distribuita e le app coinvolte dovrebbero essere tornate a funzionare regolarmente.
Chi ha visto le proprie applicazioni su iPhone o iPad chiudersi di colpo non era affatto un caso isolato. Google ha confermato che il malfunzionamento era causato da Analytics for Firebase, lo strumento di analisi integrato in tantissime app, che provocava l’arresto dei programmi proprio nel momento dell’apertura. La responsabilità era interamente dalla parte di Google, per via di un pacchetto di dati formattato in modo scorretto e inviato al kit di sviluppo (il cosiddetto SDK) presente all’interno delle applicazioni.
Perché un problema di Google ha mandato in tilt le app su iPhone
Di solito, quando un blocco diffuso colpisce gli iPhone, il primo pensiero non va certo a Google. Eppure Firebase è uno strumento molto apprezzato da chi sviluppa software sia per Android sia per iOS, e risulta integrato in migliaia di applicazioni. Proprio questa enorme diffusione spiega la portata del guasto. Il problema, infatti, non poteva essere risolto dai singoli sviluppatori, che si sono trovati con le mani legate in attesa di un intervento diretto da parte di Google.
L’impatto è stato notevole. Alcuni sviluppatori hanno registrato decine di migliaia di crash tra gli utenti delle proprie app, e in certi casi i numeri sono stati persino molto più alti. Un inconveniente di questo tipo, che si manifesta all’avvio, rende di fatto inutilizzabile un’applicazione, perché impedisce qualsiasi utilizzo prima ancora di arrivare alla schermata principale.
La cronologia dell’intervento e i tempi di risoluzione
Nick Cooke, ingegnere del software di Google, ha ricostruito passo dopo passo quanto accaduto. Il problema è comparso lunedì 28 settembre 2026 alle 17:41 ora del Pacifico, quando in Italia erano le 2:41 di martedì 29 settembre. Da quel momento Google Analytics for Firebase per iOS ha iniziato a provocare arresti all’avvio a causa del pacchetto di dati formattato male ricevuto dal kit di sviluppo.
La correzione è stata distribuita completamente entro le 19:52 dello stesso lunedì, sempre ora del Pacifico, cioè le 4:52 in Italia. Un dettaglio importante riguarda gli sviluppatori: non è stato necessario alcun aggiornamento dell’SDK da parte loro per applicare la soluzione, dato che tutto è stato gestito direttamente sui sistemi di Google.
C’è però una precisazione legata alla memoria cache. Per via del modo in cui i dati vengono conservati temporaneamente, alcune istanze delle app potevano continuare a bloccarsi fino a 4 ore dopo il completamento della distribuzione. Secondo Cooke, questi casi residui si sarebbero sistemati da soli entro le 23:52 del 28 settembre ora del Pacifico, ovvero le 8:52 del mattino in Italia.
A questo punto i problemi di arresto dovrebbero essere del tutto risolti. La patch è stata completata intorno alla mezzanotte, ora del Pacifico, senza bisogno di scaricare aggiornamenti delle app dall’App Store, e le applicazioni colpite dovrebbero già funzionare di nuovo in modo regolare su iPhone e iPad.
Fonte: TecnoAndroid








