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Proton Mail, arrivano le categorie: opzionali e senza pubblicità

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Le categorie su Proton Mail sono finalmente realtà, e chi usa il servizio di posta svizzero se ne accorgerà già dalla prossima apertura della casella. Si tratta della possibilità di smistare i messaggi in arrivo dentro contenitori tematici, esattamente come accade da anni su altre piattaforme, con una differenza non banale: qui la funzione è opzionale, quindi chi preferisce la classica lista unica di email può tranquillamente ignorarla e proseguire come prima. L’annuncio è arrivato attraverso il blog ufficiale dell’azienda.

Era, va detto, una delle poche mancanze evidenti di un prodotto che sul fronte della sicurezza aveva già poco da invidiare alla concorrenza. Chi riceve decine di comunicazioni al giorno tra newsletter, notifiche di social network, conferme d’ordine e messaggi personali sa bene quanto una casella di posta disordinata possa diventare ingestibile. Ora quel problema ha una risposta interna al servizio, senza dover ricorrere a filtri costruiti a mano o a etichette personalizzate create una per una.

Come funzionano le categorie e perché la scelta resta all’utente

Il punto su cui il team insiste di più è proprio la libertà di attivarle o meno. Nessuna imposizione dall’alto, nessuna riorganizzazione forzata della casella che costringe a reimparare dove finiscono i messaggi. È un dettaglio che può sembrare marginale, ma chi ha vissuto i cambi improvvisi di interfaccia su altri servizi capisce al volo la differenza. Su Proton Mail la funzione si può accendere quando serve e spegnere se non convince.

Il confronto con la concorrenza, del resto, è dichiarato apertamente. Nel presentare la novità l’azienda cita per nome Gmail e Outlook, ovvero i due servizi che da tempo propongono un sistema di smistamento automatico simile. Nessun tentativo di far passare l’idea come rivoluzionaria, insomma. La rivendicazione riguarda semmai il modo in cui la cosa viene realizzata.

La questione privacy, il vero terreno di scontro

Qui sta il cuore del messaggio. Secondo Proton, a differenza di quanto avviene con le soluzioni di Google e Microsoft, l’introduzione delle categorie non comporta alcuna implicazione sul fronte della privacy. La casella continuerà a non mostrare contenuti pubblicitari e i dati degli utenti non verranno mai utilizzati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Due promesse esplicite, messe nero su bianco.

A sostenerle c’è un ragionamento sul modello economico. L’azienda ricorda di essere finanziata al 100 per cento dalla propria comunità di utenti e non dagli inserzionisti, una condizione che secondo il team allinea gli interessi di chi sviluppa il servizio con quelli di chi lo utilizza. Detto in parole povere: se i soldi arrivano dagli abbonamenti e non dalla pubblicità, non c’è alcun motivo di frugare nelle email per profilare qualcuno.

È una linea di comunicazione che Proton porta avanti da sempre e che in questo caso torna utile per disinnescare il sospetto più ovvio. Perché quando una casella di posta comincia a capire da sola se un messaggio è una promozione, un aggiornamento social o una comunicazione personale, la domanda su come faccia a saperlo viene naturale. La risposta dell’azienda punta tutto sul fatto che l’organizzazione dei messaggi resta un’operazione a beneficio dell’utente e non un modo per raccogliere informazioni utili altrove.

Per chi era rimasto legato a Proton Mail proprio per la sua impostazione essenziale, la novità non stravolge nulla. Per chi invece arrivava da Gmail e sentiva la mancanza delle schede tematiche, la lacuna adesso è colmata. Le categorie sono disponibili a partire dall’annuncio pubblicato sul blog ufficiale del servizio.

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