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Chi usa Gemini con una certa frequenza conosce quasi sicuramente i Gems, cioè quelle versioni personalizzate dell’assistente di Google che si possono configurare per compiti precisi, dall’imparare a programmare allo studio di una lingua fino alla gestione di flussi di lavoro ripetitivi. Proprio quella funzione, oggi disponibile gratuitamente, potrebbe sparire dal servizio nel giro di qualche mese, sostituita da uno strumento che al momento è riservato a chi paga.
L’indizio arriva da un avviso nascosto nell’app web di Gemini, visibile soltanto attivando un flag sperimentale. Il messaggio parla chiaro: Google pianificherebbe di ritirare i Gems il 20 ottobre 2026, invitando nel frattempo gli utenti a salvare i propri contenuti oppure a ricrearli sotto forma di Skills. Un preavviso lungo, va detto, ma con un dettaglio che cambia parecchio le carte in tavola.
Il nodo dell’abbonamento a pagamento
Le Skills, che sulla carta dovrebbero raccogliere l’eredità dei Gems, sono attualmente accessibili solo a chi ha sottoscritto un abbonamento Google AI Pro o Ultra, all’interno di Gemini Spark. I Gems, al contrario, sono aperti a tutti, account gratuiti compresi. Il calcolo è semplice: se Google archiviasse i Gems senza prima rendere le Skills disponibili anche nel piano base, sposterebbe di fatto uno strumento utile e oggi alla portata di chiunque dietro un paywall.
Non è però l’unico scenario possibile. L’azienda potrebbe scegliere di allargare le Skills a tutta la base utenti prima di dismettere i Gems, chiudendo il cerchio senza penalizzare nessuno. Va anche ricordato un aspetto geografico non da poco: le Skills non sono ancora disponibili in diverse aree del mondo, tra cui l’Area Economica Europea, il Regno Unito, la Nigeria e la Svizzera. Tradotto in pratica, allo stato attuale una fetta consistente di utenti si ritroverebbe senza alcuna alternativa, semplicemente perché la funzione sostitutiva non è mai arrivata da quelle parti. Per l’Italia, che rientra nell’Area Economica Europea, il tema è tutt’altro che teorico.
Cosa manca ancora prima di parlare di certezze
C’è una variabile che conviene tenere ben presente: l’avviso non è ancora visibile pubblicamente e Google non ha confermato nulla in via ufficiale. I piani interni cambiano spesso, a volte una data viene spostata, altre volte una funzione destinata al pensionamento resta al suo posto senza troppe spiegazioni. Nulla vieta che i Gems sopravvivano oltre il termine indicato, o che il ritiro venga riprogrammato con condizioni diverse. Una richiesta di commento è stata inoltrata all’azienda, ma per ora non ci sono risposte.
Nel frattempo, chi ha costruito Gems particolarmente elaborati farebbe bene a conservarne una copia dei contenuti, indipendentemente da come andrà a finire. Le istruzioni personalizzate, i prompt affinati nel tempo, i file caricati come base di conoscenza: tutto materiale che vale la pena archiviare da qualche parte, perché ricostruirlo da zero significa perdere ore. La possibile mossa, se davvero venisse confermata, ricalcherebbe un copione che a Mountain View si è già visto più volte, con funzioni utili che scompaiono oppure migrano dietro un abbonamento, spesso con poco preavviso e ancora meno spiegazioni. In questo caso il margine temporale sarebbe ampio, e ci sarebbe tutto lo spazio per correggere il tiro rendendo le Skills accessibili a tutti prima della scadenza indicata.
Per ora l’unico elemento concreto resta quella riga di testo nascosta nell’interfaccia web, con la data del 20 ottobre 2026 e l’invito a spostare i propri contenuti. Il resto è materia di ipotesi, in attesa che Gemini mostri pubblicamente le proprie carte.











