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Chi usa Google Foto come galleria principale sullo smartphone ha da poco due motivi per aprire il Play Store e controllare gli aggiornamenti, perché la app di Mountain View sta distribuendo novità su due fronti diversi. La prima riguarda tutti, in qualsiasi Paese, ed è l’arrivo su Android della funzione che permette di raggruppare a mano le immagini quasi identiche. La seconda invece resta per ora una faccenda americana, o quasi, e riguarda l’inventario digitale dei vestiti generato dall’intelligenza artificiale.
Crea serie di foto simili arriva anche su Android
A sei mesi dai primi indizi, Crea serie di foto simili smette di essere un’esclusiva della versione iOS. Si tratta dell’evoluzione naturale di Serie di foto simili, la funzione introdotta a fine 2023 che raccoglie e sovrappone automaticamente gli scatti somiglianti realizzati nello stesso momento, così da non intasare la griglia con dieci varianti dello stesso soggetto. Il limite, fino a oggi, era che il meccanismo automatico non sempre azzeccava le associazioni. Ora il controllo passa direttamente nelle mani di chi guarda la galleria.
Il rollout è partito dalla versione 7.90 dell’app, con la solita attivazione lato server che spiega perché a qualcuno appare subito e ad altri no. Il funzionamento è elementare: pressione prolungata su una foto per selezionarla, tap singoli sulle altre da includere, poi si scorre la barra degli strumenti in basso fino a trovare la voce Crea serie di foto simili. Fatto.
Anche l’operazione inversa richiede pochi secondi. Basta aprire una serie, toccare il menù contestuale, quello con i tre pallini accanto alla miniatura di una delle immagini, e scegliere Separa gruppo. Vale sia per i gruppi costruiti manualmente sia per quelli che Google Foto aveva già messo insieme di sua iniziativa, cosa che del resto era possibile anche prima.
Guardaroba si allarga, ma sempre negli Stati Uniti
L’altra novità in movimento è Guardaroba, annunciata a fine aprile e distribuita soltanto a partire da inizio giugno. Il rollout si sta ampliando, però resta circoscritto agli Stati Uniti e a pochi altri mercati come Brasile e India, tutti fuori dall’Unione Europea. In sostanza la funzione passa al setaccio la galleria, individua abiti e accessori indossabili sparsi nelle varie foto e li trasforma nelle voci di un catalogo digitale.
Dentro la raccolta dedicata ci sono due sezioni. La prima, Articoli, elenca i singoli capi riconosciuti dall’intelligenza artificiale. La seconda, Outfit, permette di combinarli tra loro per costruire abbinamenti. A quel punto entra in gioco una versione digitale dell’utente, una specie di avatar, che consente di vedere il risultato prima di aprire l’armadio vero.
Le segnalazioni comparse in rete, compresa quella pubblicata su X dal fondatore di APK Mirror Artem Russakovskii, parlano di un bacino di utenti in crescita ma di funzionalità sostanzialmente invariate rispetto al debutto. Sui tempi di un’eventuale espansione ad altri mercati, per il momento, non ci sono indicazioni.
Come installare o aggiornare l’applicazione
Per portarsi a casa le novità la strada è quella consueta. Si apre la pagina dedicata a Google Foto sul Google Play Store e si sceglie Installa, nel caso l’app non sia presente sul dispositivo, oppure Aggiorna se il negozio segnala una versione più recente disponibile. Trattandosi di attivazioni gestite da remoto, però, avere l’ultima release non garantisce l’accesso immediato alla funzione: in certi casi serve semplicemente attendere che il server dia il via libera al proprio account.








