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Google Foto, il cestino cambia: addio ai 60 giorni per le foto

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Chi usa Google Foto come archivio principale delle proprie foto potrebbe presto avere meno margine per cambiare idea dopo una cancellazione, perché nel codice dell’app sono comparsi indizi di una revisione dei tempi di permanenza dei file nel cestino: si passerebbe a 30 giorni per tutti i contenuti, senza distinzioni.

Oggi il funzionamento è duplice e, va detto, non tutti lo conoscono. I contenuti che sono stati caricati sul cloud restano nel cestino per 60 giorni prima della cancellazione definitiva. Quelli che invece vivono solo sul telefono, senza backup attivo, hanno una finestra di 30 giorni. Due regole diverse per due situazioni diverse, con il risultato che l’utente medio raramente sa con precisione quanto tempo ha davvero a disposizione per recuperare uno scatto eliminato per errore.

Cosa dice il codice della versione 7.90

Le tracce sono state individuate all’interno di Google Foto v7.90, la versione più recente dell’applicazione, e puntano in una direzione piuttosto chiara: unificare il criterio, portando la conservazione nel cestino a 30 giorni per qualsiasi tipo di file, sia esso salvato online oppure custodito soltanto nella memoria del dispositivo. Un ritocco che semplifica il quadro, certo, ma che di fatto dimezza il tempo utile per chi si affida al backup automatico e magari si accorge dell’errore settimane dopo. Le stringhe di codice trovate in un’app non sono mai una garanzia assoluta. Funzioni di questo tipo restano spesso ferme per mesi, a volte non arrivano mai al pubblico, altre volte vengono modificate lungo il percorso. Al momento la novità non è attiva per nessuno e continua a valere la regola dei 60 giorni per il materiale già sincronizzato. Ragionevole aspettarsi, però, che una modifica così visibile venga comunicata con un certo preavviso, perché toccare le tempistiche di cancellazione dei ricordi personali è il genere di intervento che genera reazioni immediate tra gli utenti.

Un tassello dentro una revisione più ampia

Il cestino non è l’unico punto su cui Google sta lavorando. Nelle ultime settimane sono emersi segnali di un lavoro parallelo sulle modalità di backup, con l’idea di soluzioni più intelligenti, tra cui un caricamento notturno pensato per sfruttare le ore in cui il telefono è fermo, sotto carica e collegato al Wi Fi. Messe insieme, queste tracce raccontano un tentativo di rendere più lineare e prevedibile il modo in cui l’app gestisce ciò che entra e ciò che esce dalla libreria.

Per chi utilizza Google Foto  quotidianamente il cambiamento avrebbe un impatto pratico immediato. Trenta giorni sono comunque un periodo generoso rispetto a quanto offrono molti servizi concorrenti, ma la differenza rispetto ai 60 attuali si sente soprattutto nei casi in cui la cancellazione avviene durante una sessione di pulizia massiccia della galleria, quando capita di eliminare centinaia di elementi in pochi minuti e di rendersene conto solo molto dopo.

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