GIGABYTE ha alzato i prezzi delle sue schede video in modo che definire pesante è quasi un eufemismo, con rincari che arrivano fino al 40 per cento e che stanno già mandando all’aria diversi ordini già piazzati. Non è solo una questione di listini più cari, perché il produttore ha trascinato con sé anche una serie di cancellazioni che colpiscono chi aveva prenotato prima del cambio di prezzo. La notizia arriva da un rivenditore giapponese che ha spiegato la situazione senza troppi giri di parole.
Cosa dice l’avviso del rivenditore giapponese
Il negozio in questione è CFD-BIZ, che ha confermato l’aumento dei prezzi delle GPU e ha citato in modo esplicito uno dei più grandi partner di NVIDIA e AMD. L’avviso porta la data del 28 luglio e i nuovi prezzi sono entrati in vigore il primo agosto. La cosa interessante è che il rivenditore ha anche indicato l’entità del rincaro, che oscilla tra il 20 e il 40 per cento a seconda del modello.
Numeri del genere fanno una certa impressione, soprattutto se si considera che potrebbe trattarsi del rialzo più consistente visto quest’anno. Le schede video venivano già proposte a cifre superiori del 20-30 per cento rispetto ai prezzi precedenti alla cosiddetta crisi delle memorie, e quel divario era frutto di almeno due aggiustamenti già avvenuti nei mesi scorsi. Ora GIGABYTE ci mette il carico da novanta.
La comunicazione di CFD-BIZ va a confermare le voci su NVIDIA che spinge verso l’alto i propri listini. In Cina la stangata sulla serie GeForce RTX 50 è stata particolarmente dura, e si erano rincorse anche indiscrezioni su AMD che ritoccava i prezzi della serie RX 9000, una mossa rimandata per il timore di perdere quote di mercato proprio a favore di NVIDIA. Alla fine però entrambi i produttori hanno già applicato i nuovi rincari a partire da questo mese.
Il nodo delle memorie e gli ordini cancellati
Dietro tutto questo c’è la solita spina nel fianco, cioè il costo crescente delle memorie DRAM. La corsa dei prezzi ha già provocato ritocchi verso l’alto in diverse regioni del mondo, e il nuovo stock costerà agli utenti molto più di quello precedente, che tra l’altro sembra ormai esaurito. In pratica chi si è mosso in ritardo si ritrova a pagare parecchio di più. Il problema pratico è che i rivenditori hanno dovuto adeguare i propri prezzi in fretta. CFD ha avvisato i clienti che alcuni ordini già effettuati potrebbero non essere onorati. Gli acquisti fatti dal primo agosto in poi vengono automaticamente calcolati con i nuovi listini, ma anche una parte degli ordini precedenti a quella data rischia la cancellazione. Molto dipende dalle circostanze specifiche del singolo negozio.
Lo scenario che si delinea non è dei più allegri per chi ama assemblare il proprio computer. Con le memorie DDR5 già rincarate, tanti utenti avevano rimandato l’acquisto, e adesso che pure le schede video costano di più una bella fetta della comunità dei costruttori di PC potrebbe semplicemente rinunciare a comprare i nuovi componenti.











