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Giappone: auto, dischi e nostalgia, il ritorno dei supporti fisici in un’epoca di streaming instabile
Il fenomeno, per ora circoscritto alla capitale giapponese, sorprende perché va contro la direzione del mercato, ormai dominato da cloud, streaming e archiviazione digitale. I negozianti di Akihabara raccontano che la domanda di lettori DVD e Blu-Ray è cresciuta in modo costante nelle ultime settimane. Il motivo? In molti vogliono tornare a disporre di un supporto fisico, utile per leggere vecchi dischi, installare software o conservare film e documenti personali. Alcuni clienti avrebbero addirittura chiesto case per PC dotati di slot da 5,25”, sempre più rari, pur di avere un lettore interno.
La rinascita dei supporti ottici non riguarda solo i computer. In Giappone, diversi appassionati di auto e musica stanno riutilizzando i lettori DVD anche nei veicoli, per riprodurre concerti o film in alta qualità senza dipendere dalla connessione online. Si tratta di un segnale culturale più ampio. Il pubblico sta riscoprendo il valore della proprietà reale dei contenuti, in un’epoca in cui tutto è legato a licenze digitali e abbonamenti.
Le piattaforme di streaming, infatti, offrono comodità ma anche incertezze. I titoli possono essere rimossi o modificati senza preavviso, e spesso la qualità video e audio non raggiunge quella di un Blu-Ray. A ciò si aggiunge un altro fattore: la recente interruzione dei servizi Amazon Web Services, che ha paralizzato per ore decine di piattaforme digitali, ha ricordato a molti la fragilità di un sistema interamente dipendente dal cloud.










