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Su un’isola tropicale esistono ghiacciai che vengono chiamati da sempre con un nome solenne, neve eterna, eppure quell’eternità potrebbe finire molto prima del previsto. Secondo le stime questi ghiacci rischiano di scomparire già nel 2028, un orizzonte così vicino da sembrare quasi irreale. Davanti alla crisi climatica in corso anche il concetto stesso di eterno comincia a sgretolarsi, e questa vicenda lo racconta in maniera piuttosto diretta.
Il contrasto salta subito agli occhi. Un luogo associato al caldo e alla vegetazione rigogliosa che custodisce masse di ghiaccio considerate perenni è già di per sé qualcosa di sorprendente. Ed è proprio per questo che la notizia colpisce così tanto chi la legge per la prima volta, perché mette insieme due immagini che di solito non convivono.
Ghiacciai tropicali e un nome che non regge più
Il nome scelto per questi ghiacciai tropicali non è casuale. Chiamarli neve eterna significava attribuire loro una permanenza che andava oltre la durata di qualsiasi vita umana, qualcosa che c’era prima e che ci sarebbe stato dopo. Oggi quella definizione suona quasi come un’ironia amara. L’idea di un ghiaccio immutabile si scontra con una realtà in cui anche ciò che sembrava intoccabile può svanire nel giro di pochi anni.
La vera questione non riguarda soltanto la perdita fisica del ghiaccio. C’è anche un aspetto simbolico che pesa parecchio, perché con la fine di questi ghiacciai verrebbe meno un’intera idea di stabilità. Quando qualcosa che porta nel nome la parola eterno si avvia verso la scomparsa, diventa evidente quanto il riscaldamento globale stia cambiando i punti di riferimento a cui ci si era abituati.
Un’isola ai tropici con i suoi ghiacci perenni era una specie di eccezione della natura, quasi una curiosità da raccontare. Adesso rischia di trasformarsi nell’esempio più chiaro di come la crisi del clima possa colpire anche i luoghi più inaspettati, quelli che per decenni sono sembrati al riparo da qualsiasi trasformazione radicale.
Il conto alla rovescia verso il 2028
La data indicata è quella che fa più impressione. Il 2028 non appartiene a un futuro lontano e astratto ma dista appena un paio d’anni da oggi. Significa che una generazione intera potrebbe assistere in diretta alla fine di qualcosa che era stato pensato come senza tempo. Non si parla di secoli né di previsioni vaghe da collocare in un domani indefinito, bensì di un arco temporale brevissimo.
Proprio questa vicinanza rende la vicenda così concreta. Spesso gli effetti del cambiamento climatico vengono percepiti come qualcosa di distante, che riguarderà altri luoghi o altre epoche. Qui invece lo scioglimento dei ghiacci ha una scadenza precisa e ravvicinata, legata a un’isola tropicale che fino a poco tempo fa custodiva una neve considerata eterna.
La definizione che ha accompagnato questi ghiacciai per così tanto tempo sta quindi perdendo il suo significato sotto la spinta della crisi climatica. Se le stime verranno confermate, la neve eterna dell’isola potrebbe non esistere più già a partire dal 2028.
Fonte: TecnoAndroid








