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Gen Z, solo il 35% usa il preservativo: cosa dice il sondaggio

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La cosiddetta recessione sessuale della Gen Z non è soltanto una suggestione da titoli acchiappa clic, perché un nuovo sondaggio va nella stessa direzione di quello che demografi e sessuologi ripetono ormai da qualche anno. I giovani adulti fanno meno sesso rispetto alle generazioni precedenti alla stessa età, escono meno, si frequentano meno. E quando succede, i dati raccontano che la protezione passa spesso in secondo piano: solo il 35 per cento degli intervistati tra i 18 e i 29 anni dichiara di usare il preservativo, mentre un terzo non si è mai sottoposto a un test per le infezioni sessualmente trasmissibili.

Due numeri che, messi uno accanto all’altro, disegnano un quadro un po’ paradossale. Meno incontri, ma anche meno attenzione quando gli incontri ci sono.

Gen Z e il nodo della prevenzione

Il dato sul preservativo colpisce soprattutto per il contesto in cui arriva. Una generazione cresciuta con l’accesso più ampio di sempre alle informazioni sulla salute sessuale, abituata a cercare online qualsiasi sintomo, e che però in due casi su tre rinuncia allo strumento più semplice ed economico per proteggersi. Il terzo che non ha mai fatto un test per le IST completa il ritratto: senza screening, molte infezioni restano invisibili, perché parecchie non danno sintomi evidenti nelle fasi iniziali.

Qui entra in gioco un elemento pratico che viene spesso sottovalutato. Fare un test richiede tempo, a volte soldi, quasi sempre la capacità di superare l’imbarazzo di chiedere. Tre ostacoli che sembrano piccoli sulla carta e che invece, nella vita quotidiana di chi ha vent’anni, pesano parecchio. Il risultato è una salute sessuale gestita per approssimazione, affidata alla speranza che vada tutto bene.

Quando uscire insieme diventa una spesa

L’altro filone della discussione riguarda i costi. Il dating moderno è diventato una voce di bilancio a tutti gli effetti, tra app con abbonamenti premium, aperitivi, cene, spostamenti, e in molte città l’impossibilità concreta di avere uno spazio proprio dove invitare qualcuno. Chi vive ancora con i genitori o condivide un appartamento con tre coinquilini si trova davanti a una geometria complicata, dove anche solo trovare un posto e un momento diventa una piccola impresa organizzativa.

Su questo si innesta il ragionamento più delicato. Se ogni singolo appuntamento ha un prezzo, la tendenza a ridurre le spese accessorie diventa quasi automatica. E la contraccezione, per quanto costi poco rispetto a una cena fuori, rientra comunque nella lista delle cose che si possono rimandare o evitare quando il portafoglio è sotto pressione. Non è una giustificazione, è una descrizione di come funzionano le priorità quando le risorse sono limitate.

Una generazione più cauta, ma non dove servirebbe

Il ritratto che emerge è quello di giovani adulti prudenti su molti fronti: bevono meno, guidano meno, rimandano convivenze e figli, pesano ogni scelta economica. Eppure proprio sul terreno della prevenzione sanitaria la cautela sembra evaporare. La Generazione Z si muove con attenzione nel mondo, ma lascia scoperta una delle aree in cui l’attenzione conterebbe di più.

Le percentuali del sondaggio non spiegano da sole il fenomeno, però indicano dove guardare. Un terzo di persone tra i 18 e i 29 anni che non ha mai fatto un controllo significa una fetta enorme di popolazione giovane che naviga senza bussola, senza sapere se c’è qualcosa da trattare. E il 35 per cento che usa il preservativo racconta che la barriera più immediata contro le infezioni è ormai minoritaria tra chi dovrebbe usarla di più.

Fonte: TecnoAndroid

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