La funzione che permette a Gemini di prendere appunti durante le chiamate arriva ora su Google Meet per una platea molto più ampia di utenti, sia da web che da dispositivi mobili. Dopo aver fatto capolino nell’app Google Voice, lo strumento chiamato “Take notes for me” allarga il suo raggio d’azione e mette a disposizione una mano in più a chi passa buona parte della giornata tra una videochiamata e l’altra.
Il concetto di base resta semplice. Mentre la riunione va avanti, l’assistente registra e annota i punti salienti del discorso, così da poter rileggere tutto con calma in un secondo momento. Niente più appunti scarabocchiati di fretta o pezzi di conversazione persi mentre qualcuno parlava troppo velocemente. La novità riguarda chi è abbonato a Google AI Pro e a Google AI Ultra, che adesso possono sfruttare questa comodità direttamente dentro Meet.
Gemini: cosa cambia per gli abbonati AI Pro e Ultra
In un post pubblicato sul proprio blog, Google ha spiegato che gli abbonati Pro e Ultra hanno accesso alla funzione “Take notes for me” sia sulla versione desktop sia su quella mobile dell’app. Tradotto in pratica, vuol dire poter ottenere una trascrizione in tempo reale di quello che viene detto durante la chiamata, senza dover toccare tastiera o muovere un dito.
C’è anche un dettaglio che fa la differenza per chi organizza spesso incontri. Gli abbonati potranno infatti usare lo strumento pure nelle riunioni di cui sono host, e non soltanto in quelle a cui partecipano. Una distinzione che fino a poco tempo fa pesava parecchio, perché restringeva l’uso della funzione a situazioni molto specifiche.
Una volta terminata la chiamata, gli appunti raccolti vengono salvati automaticamente su Google Docs. Non solo. Arriva anche una email con un riassunto della riunione e l’elenco delle azioni da svolgere. Quei famosi punti che spesso ci si dimentica appena chiuso il portatile. Un modo per non perdere il filo di chi doveva fare cosa, e soprattutto entro quando.
Sul fronte delle lingue supportate, lo strumento se la cava con otto idiomi diversi. Una copertura che lo rende utilizzabile da team distribuiti in diverse aree geografiche, dove le riunioni mescolano spesso persone che parlano lingue differenti.
L’arrivo su Meet segue di poco l’integrazione della stessa funzione nell’app Google Voice, segno che Google sta cercando di portare questo tipo di assistenza automatica un po’ ovunque all’interno del proprio ecosistema. La trascrizione automatica, del resto, è una di quelle comodità che una volta provate diventano difficili da abbandonare, soprattutto per chi vive di videochiamate e fatica a stare dietro a tutto quello che viene detto.