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Le novità per Gemini for Home e per l’app Google Home hanno iniziato a farsi vedere sui dispositivi degli utenti, a poche settimane di distanza dal pacchetto di aggiornamenti arrivato a inizio mese. Google ha scelto di distribuire i miglioramenti un po’ ovunque, dall’assistente vocale alla gestione dei dispositivi collegati, fino alla sottoscrizione Google Home Premium. Nulla di clamoroso preso singolarmente, ma messe insieme sono modifiche che si sentono nell’uso quotidiano, soprattutto per chi la casa smart la usa davvero tutti i giorni e non solo per accendere una lampadina.
Il primo blocco di novità riguarda l’assistente vocale ed è disponibile in Early Access. La più interessante ha a che fare con la musica, in particolare per gli abbonati a Spotify. Google ha lavorato sul riconoscimento di brani, artisti e playlist richiesti a voce, e il risultato dovrebbe essere una maggiore probabilità che parta effettivamente la canzone giusta invece di qualcosa di vagamente simile. Chiunque abbia provato a chiedere un pezzo con un titolo ambiguo sa quanto la cosa possa diventare frustrante. Ora funziona anche una formula come “Hey Google, riproduci i brani che mi piacciono su Spotify”, che fa partire la raccolta dei pezzi a cui è stato messo il “mi piace”. Serve però aver abilitato prima i risultati personalizzati, altrimenti l’assistente non ha modo di sapere quali siano i gusti di chi parla.
Luci, messaggi e comandi più naturali
Secondo intervento sulle luci smart, con un controllo più preciso della temperatura colore. Basta la voce per impostare un valore specifico, del tipo “Hey Google, imposta le luci del soggiorno a 2700 kelvin”, e cambiare atmosfera in una stanza senza aprire nessuna app. È il genere di dettaglio che piace a chi ha speso soldi in lampadine intelligenti e finora si limitava a dire “accendi” e “spegni”.
C’è poi la trasmissione dei messaggi, resa meno macchinosa. Prima bisognava infilare tutto in un’unica richiesta lunga, ora si può dire semplicemente “Hey Google, trasmetti un messaggio” e poi dettare il contenuto in un secondo momento. Entrambi i metodi restano validi, quindi chi era abituato al vecchio sistema non deve cambiare abitudini.
Serrature, gradi e videocamere nell’app Google Home
Sul fronte dell’applicazione, Google ha messo mano alle serrature intelligenti in stile europeo. Adesso apertura e chiusura si controllano in modo indipendente e l’app mostra descrizioni dettagliate dello stato di chiusura, così da capire al volo qual è la situazione reale della porta senza doverci andare fisicamente.
Capitolo temperature, dove finalmente sparisce una piccola incoerenza che dava fastidio a parecchi. Le temperature mostrate nell’app Google Home, nei comandi vocali e sui dispositivi Google Nest corrispondono sempre all’unità di misura preferita, Celsius o Fahrenheit che sia. Per cambiarla il percorso è semplice, si tocca l’immagine del profilo in alto a destra e poi si passa da Impostazioni di Home, Funzionalità per la casa, Unità di temperatura.
Le videocamere guadagnano invece una correzione importante su Android. Capitava che il feed live si bloccasse a 360p invece di passare automaticamente all’alta definizione, e adesso quel problema risulta risolto. Chi controlla casa dallo smartphone mentre è fuori se ne accorgerà subito, visto che tra una risoluzione e l’altra la differenza è netta.
L’ultima aggiunta riguarda i pagamenti. In caso di mancato addebito della sottoscrizione Google Home Premium arriverà un avviso direttamente nell’app, così da aggiornare i dati di fatturazione prima di ritrovarsi senza cronologia delle telecamere o senza le altre funzioni incluse nell’abbonamento. Una protezione contro le brutte sorprese, insomma, tipo scoprire che il video del corriere che suona al cancello non è stato registrato perché la carta era scaduta.
Va messo in conto che il rilascio è graduale. Anche installando l’ultima versione dell’app, alcune funzioni potrebbero arrivare con qualche giorno di ritardo rispetto ad altri utenti. Chi ha fretta di provarle può aderire all’Anteprima pubblica direttamente dalle impostazioni dell’applicazione.










