Nell’ultima settimana Gemini 4 è finito al centro di diverse anticipazioni firmate Google, complice anche lo slittamento di Gemini 3.5 Pro, che ha mancato il lancio previsto per giugno. Il nome, va detto, non sorprende nessuno. Ma quello che l’azienda ha iniziato a raccontare sul suo prossimo modello di punta merita attenzione, perché tra le righe si capisce dove vuole andare a parare.
Il primo accenno a Gemini 4 è arrivato insieme all’annuncio di Gemini 3.6 Flash, 3.5 Flash-Lite e 3.5 Flash Cyber. Mentre Google sta ancora testando Gemini 3.5 Pro con alcuni partner, in vista di un debutto che avverrà “non appena sarà pronto”, il lavoro sulla nuova generazione di modelli è già partito. E non si tratta di un aggiornamento qualsiasi. L’azienda parla del suo “addestramento pre-training più ambizioso di sempre”, una formula che dice parecchio sulle intenzioni.
Gemini 4: le parole di Pichai sulla frontiera dell’IA
Durante la chiamata sui risultati finanziari di Alphabet relativi al secondo trimestre del 2026, Sundar Pichai è tornato sul tema, ribadendo l’entusiasmo per i progressi visti “alla frontiera”. Nella sessione di domande con gli analisti, gli è stato chiesto quanto fosse fiducioso sulla capacità dei modelli Gemini di restare competitivi ai massimi livelli. La risposta è stata piuttosto onesta.
Pichai ha spiegato che la frontiera dell’IA è uno spazio incredibilmente dinamico, in continuo movimento. Google, ha detto, ha avuto chiaramente modelli di frontiera e su molti fronti si trova ancora lì. Ma ha anche ammesso senza troppi giri di parole che ci sono aree da migliorare. Il coding e la programmazione agentica, in particolare, sono un esempio su cui i team stanno lavorando parecchio.
Il CEO ha aggiunto di essere “molto impegnato e molto fiducioso” nel restare ai vertici. E qui arriva il passaggio interessante: l’obiettivo è competere al livello dove sarà la frontiera quando Gemini 4 uscirà, non dove si trova oggi. Per questo Google sta indirizzando in quella direzione una grossa fetta della sua potenza di calcolo e dei suoi sforzi.
A proposito di potenza di calcolo, a Pichai è stato chiesto come Google gestisce la domanda di TPU, le unità di elaborazione tensoriale, tra clienti interni ed esterni. La priorità, ha risposto, è avere quel che serve per competere alla frontiera nello sviluppo dell’AGI. È il fondamento di tutto il resto.
Sul fronte dei dettagli tecnici, il punto più concreto emerso è che Gemini 4 avrà bisogno di un modello base più grande per reggere il confronto ai massimi livelli. Pichai ha confermato che l’addestramento è in corso e che l’ambizione è alta. Si è detto molto entusiasta dei progressi visti internamente, convinto che il pubblico resterà soddisfatto una volta che il modello sarà disponibile. Guardando ai lanci passati, Gemini 4 dovrebbe arrivare tra novembre e dicembre.
Cosa aspettarsi dai modelli Flash
Capitolo a parte per i modelli Gemini Flash. Pichai ha lasciato intendere che l’evoluzione della gamma 3.x proseguirà, con ulteriori passi avanti proprio sulla programmazione agentica e su altri fronti. L’obiettivo dichiarato è ambizioso anche qui: rilasciare nuovi modelli praticamente a cadenza mensile. Un ritmo serrato, che racconta bene la strategia di Google in questa fase. Continuare a spingere sui modelli più leggeri e veloci mentre, in parallelo, si prepara il colpo grosso con la prossima generazione.


