Geely ha deciso di alzare la voce contro una tendenza che si sta facendo strada nell’industria automobilistica, soprattutto in Cina. A parlare è stato Li Shufu, fondatore e presidente di Geely Holding Group, che ha lanciato un avvertimento piuttosto netto: costruire automobili come se fossero fast food espone a rischi che, una volta presi, difficilmente si possono correggere. Una posizione che pesa, considerando che il gruppo controlla marchi del calibro di Volvo, Polestar, Zeekr e Lotus.
La velocità con cui i costruttori cinesi hanno ribaltato gli equilibri del mercato globale è uno dei fenomeni più interessanti degli ultimi anni. Eppure proprio uno dei suoi protagonisti ha scelto di frenare l’entusiasmo. Intervenendo al China Automotive Chongqing Forum, Li Shufu ha ricordato un concetto tanto semplice quanto spesso dimenticato: le automobili sono beni durevoli, costosi, e soprattutto legati a doppio filo alla sicurezza delle persone. Non sono panini da sfornare in fretta.
Qualità e affidabilità al centro della strategia
Secondo il numero uno di Geely, progettazione, sviluppo e validazione devono seguire processi seri e trasparenti. “Non possiamo costruire automobili basandoci esclusivamente sui concetti di velocità e immediatezza”, ha detto, mettendo in guardia contro una mentalità che rischia di generare “rischi operativi irreversibili”. Il bersaglio, neanche troppo nascosto, è la competizione feroce che caratterizza il mondo delle auto elettriche, dove i tempi di sviluppo si sono accorciati a dismisura.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. In Europa, tradizionalmente, servivano circa tre anni per portare un modello dal foglio bianco alla catena di montaggio. Molte aziende cinesi oggi chiudono lo stesso percorso in meno di due anni. Una corsa impressionante, certo, ma che secondo Li Shufu non deve mai andare a scapito della durata dei veicoli. La parola d’ordine è una sola: affidabilità. Perché un’automobile, nella vita reale, può tranquillamente superare i dieci anni di servizio.
Da qui l’idea di puntare su una differenziazione tecnologica vera, fatta di investimenti nella ricerca e nella tutela della proprietà intellettuale. Non scorciatoie, non copia e incolla, ma innovazione costruita per reggere nel tempo.
Un gruppo che si riorganizza
Le parole del fondatore arrivano mentre il gruppo è in piena fase di ristrutturazione. Geely sta razionalizzando le proprie attività produttive, chiudendo le strutture ridondanti per guadagnare efficienza e farsi più forte sui mercati internazionali. Allo stesso tempo, il management continua a segnalare un problema che riguarda l’intero settore a livello mondiale: l’eccesso di capacità produttiva, con troppe fabbriche e troppi modelli rispetto a quello che il mercato riesce davvero ad assorbire. La posizione di Li Shufu suona quasi fuori dal coro, in mezzo alla corsa sfrenata che domina il mercato dell’elettrico. Il messaggio però è limpido. La vera sfida del futuro non sarà soltanto chi lancia nuovi modelli più in fretta, ma chi riuscirà a garantire qualità, sicurezza e tenuta nel tempo. Tradotto nel linguaggio diretto che il presidente del colosso cinese ha scelto di usare: il successo dell’automobile di domani non si costruisce con la stessa logica con cui si prepara un hamburger.