Il Game Boy Advance ha appena spento 25 candeline negli Stati Uniti, e questo è il momento giusto per tornare a giocare con i classici che hanno segnato un’epoca. La cosa interessante, però, è che oggi non serve più mettere le mani sulla console originale di Nintendo per godersi quel catalogo: ci sono altre strade, altri dispositivi portatili che permettono di rivivere quei titoli senza troppi giri.
Venticinque anni sono tanti, eppure il GBA ha lasciato un segno che resiste al tempo. Parliamo di una macchina che ha accompagnato un’intera generazione di giocatori, con una libreria di giochi che ancora oggi fa gola a chi ama il retrogaming. E non a caso, l’anniversario diventa un’ottima scusa per riscoprire quei titoli, quelle avventure che negli anni Duemila hanno tenuto incollate allo schermo milioni di persone.
Perché non serve più la console originale
Il punto è proprio questo: il catalogo di Nintendo degli anni Duemila non è più imprigionato in un solo dispositivo. Oggi esistono diversi handheld, console portatili pensate per il retrogaming, capaci di far girare quei giochi senza che ci sia bisogno di recuperare un vecchio Game Boy Advance ormai impolverato in qualche cassetto. Una comodità non da poco, soprattutto per chi non ha mai conservato la console originale o per chi è arrivato troppo tardi per viverla in prima persona.
Il bello di queste alternative è che mettono insieme un po’ tutto. Non si limitano a un singolo sistema, ma spesso permettono di spaziare tra varie piattaforme retro, raccogliendo in un unico apparecchio l’eredità di console che altrimenti andrebbero cercate una per una. Per gli appassionati di retrogaming è una specie di paradiso portatile.
Un anniversario che riaccende la nostalgia
C’è qualcosa di speciale in questi anniversari. Non è solo una data sul calendario, ma un richiamo a un periodo preciso, a un modo di giocare che oggi sembra quasi lontanissimo eppure resta vivo nella memoria di tanti. Il GBA è stato uno di quei prodotti che hanno definito un’epoca, e il fatto che a distanza di un quarto di secolo se ne parli ancora dice parecchio sul suo valore.
Tornare a giocare quei classici non è soltanto un esercizio di nostalgia fine a se stesso. È un modo per capire da dove arriva il videogioco portatile come lo conosciamo oggi, per riscoprire titoli che hanno fatto scuola e che, in molti casi, reggono ancora benissimo il confronto con le produzioni moderne. E grazie ai dispositivi portatili di nuova generazione, farlo è più semplice che mai.