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Galaxy Z Fold8, le fotocamere verticali sono ormai un problema

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La disposizione delle fotocamere posteriori sugli smartphone Samsung è rimasta uguale a sé stessa per sei anni, ma con Galaxy Z Fold8 quello schema verticale allineato sul bordo sinistro comincia a mostrare la corda. Non è una questione puramente estetica, anzi. Chi ha già provato il pieghevole racconta di un fastidio piuttosto concreto, quello del dito che finisce sull’obiettivo proprio mentre si scatta, con la scoperta che arriva solo dopo, guardando la galleria.

Il problema peggiora quando entra in gioco il flash. Anche senza coprirlo del tutto, basta che il dito intercetti parte della luce per ritrovarsi un alone rossastro spalmato sull’immagine. Un dettaglio piccolo, certo, ma che si ripete abbastanza spesso da diventare irritante. Ed è da qui che parte una riflessione più larga sul linguaggio di design scelto dall’azienda coreana, quello del layout verticale introdotto con la serie Galaxy S20 nel 2020. Prima di allora l’ultimo top di gamma con modulo orizzontale era stato Galaxy Note 10, mentre il primo Galaxy Fold, annunciato prima ma arrivato sugli scaffali dopo, seguiva ancora quella impostazione. Da lì in poi, verticale ovunque.

Perché la disposizione verticale sta stretta ai nuovi pieghevoli

La coerenza stilistica ha aiutato Samsung a costruirsi un’identità visiva riconoscibile a colpo d’occhio, questo va detto. Il punto è che i telefoni del 2026 non somigliano più a quelli del 2020. Gli spessori si sono assottigliati anno dopo anno, mentre il blocco fotografico continua a sporgere in modo consistente dalla scocca.

Sui pieghevoli il fenomeno diventa lampante. Galaxy Z Fold8, così come Galaxy Z Fold7, una volta aperto raggiunge spessori minimi, praticamente al limite di quanto consente la presenza della porta USB C. Risultato: il rigonfiamento della fotocamera risalta ancora di più e, appoggiando il telefono su un tavolo, quel dondolio classico è impossibile da ignorare.

Con Fold8 si aggiunge un effetto collaterale legato alla nuova forma del dispositivo. Il telefono è decisamente più corto rispetto ai modelli precedenti, quindi il blocco fotocamere si allunga sul retro fino ad arrivare vicino al punto dove le dita si appoggiano naturalmente durante uno scatto. E questo nonostante il modulo ospiti soltanto due sensori posteriori, non tre.

C’è poi un terzo motivo, forse il più sottovalutato, e riguarda gli accessori magnetici. Gli smartphone Samsung, per lavorare con accessori in stile MagSafe, hanno bisogno di una cover con magneti integrati. I pad di ricarica wireless più grandi finiscono spesso per andare in conflitto con il modulo fotografico, proprio perché quest’ultimo scende parecchio verso il basso.

Un modulo orizzontale piazzato nella parte alta della scocca libererebbe invece tutta la zona inferiore, lasciando spazio a caricatori magnetici e altri accessori. Allo stesso tempo allontanerebbe le lenti dal punto dove il telefono viene impugnato in modo istintivo, e ridurrebbe probabilmente anche il fastidio del dondolio sulle superfici piane.

Il possibile redesign in arrivo con Galaxy S27

Alcune indiscrezioni parlano di un redesign del comparto fotografico per la futura serie Galaxy S27, forse pensato anche per ricavare lo spazio necessario ai magneti integrati compatibili con lo standard Qi2. Nulla di ufficiale, per ora, ma il segnale c’è.

Al di là di cosa deciderà l’azienda per la prossima serie S, la sensazione è che la disposizione verticale abbia ormai fatto il suo tempo. I dispositivi coreani sono cambiati profondamente in sei anni, il modulo fotografico praticamente no, se non nelle dimensioni delle sporgenze.

Nel frattempo chi possiede Galaxy Z Fold8 dovrà semplicemente farci l’abitudine, imparando ad adattare la presa nel momento dello scatto. La speranza è che l’eventuale nuovo layout previsto per la serie Galaxy S27 arrivi l’anno prossimo anche sui pieghevoli, chiudendo la partita con dita che rovinano le foto, telefoni che ballano sul tavolo e ingombri che complicano la vita agli accessori magnetici.

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