Il nuovo Galaxy Z Fold 8 Ultra arriva sul mercato con un prezzo di partenza da circa 1.900 euro e con l’ambizione di rappresentare il pieghevole definitivo di Samsung, ma dopo un primo contatto ravvicinato restano diversi punti che lasciano l’amaro in bocca. La gamma pieghevole a libro dell’azienda coreana si è divisa in due strade: da un lato il Galaxy Z Fold 8 standard, più largo, dall’altro proprio il modello Ultra, che raccoglie l’eredità del Galaxy Z Fold 7 dello scorso anno con l’aggiunta di quel suffisso altisonante.
Il Galaxy Z Fold 7 era piaciuto parecchio, soprattutto grazie al design più sottile e allo schermo esterno più ampio. Samsung quest’anno ha aggiunto qualche modifica interessante, questo va detto, però la sensazione finale è di qualcosa che poteva spingersi oltre. E allora ecco i sei aspetti che non tornano.
La prima cosa che salta agli occhi è il prezzo. Il Galaxy Z Fold 8 Ultra parte da circa 1.900 euro, ovvero EUR 88 in più rispetto al modello dell’anno scorso. Un aumento del genere si digerirebbe volentieri davanti a un salto generazionale netto, ma qui non è proprio così. Il telefono, nell’aspetto e nella mano, somiglia tantissimo al predecessore: stesso linguaggio di design, ingombro simile, esperienza d’uso quasi identica. Sotto la scocca ci sono novità concrete, come la batteria più capiente da 5.000mAh e la fotocamera ultrawide migliorata da 50MP, però Samsung ha anche abbassato la configurazione base di memoria a 12GB di RAM. Il dubbio che si paghi di più per qualcosa che sa di già visto resta lì.
Fare smartphone nel 2026 non è semplice, i prezzi della memoria sono altissimi e diverse aziende faticano a procurarsi RAM a costi ragionevoli. Chiedere però quella cifra per un dispositivo già in cima al mercato, e per giunta poco diverso dal passato, pesa.
La sigla Ultra e le promesse mancate
Il problema del nome è più serio di quanto sembri. Per fare spazio al nuovo pieghevole largo, Samsung ha rimescolato le carte: il modello più ampio diventa Galaxy Z Fold 8, mentre il classico Fold guadagna la sigla Ultra. Solo che quel marchio promette molto più di quanto il telefono offra davvero rispetto al Galaxy Z Fold 7. Ci sono miglioramenti reali, come la batteria al silicio-carbonio, la ricarica più rapida e qualche ritocco alle fotocamere, ma i vecchi difetti di sempre sono ancora tutti lì.
Prendiamo la fotocamera teleobiettivo. Lo scorso anno il sensore principale era finalmente passato ai 200MP visti sul Galaxy S25 Ultra, e quest’anno anche l’ultrawide ha fatto il salto dai 12MP ai 50MP. Peccato che il teleobiettivo 3x da 10MP sia rimasto identico, lo stesso che ci portiamo dietro dal Galaxy Z Fold 3 lanciato mezzo decennio fa. Non è stato toccato, e ormai gli anni si vedono. Su un semplice Galaxy Z Fold 8 andava bene, ma con la scritta Ultra addosso il discorso cambia.
C’è poi la questione dei magneti. È quasi incredibile che a metà del 2026 solo i telefoni Google Pixel supportino lo standard di ricarica wireless Qi2 con il profilo magnetico. Samsung aveva l’occasione con il Galaxy S26 Ultra e non l’ha sfruttata, e ora la storia si ripete. Serve ancora una custodia per agganciare il Galaxy Z Fold 8 Ultra a un caricatore magnetico e raggiungere i 20W in wireless. Per un pieghevole da quel prezzo, il profilo magnetico doveva esserci.
Curiosità dallo spec sheet: il Galaxy Z Fold 8 standard pesa 201 grammi, l’Ultra invece ne segna 215. Poco, ma fa storcere il naso che il modello premium sia più pesante.
L’ultimo punto è quello che brucia di più: manca ancora il supporto alla S Pen. Samsung l’aveva tolto già con il Galaxy Z Fold 7 per rendere il telefono più sottile, e la stessa scelta prosegue qui. Chi sperava di usare quel grande display interno per prendere appunti a mano o annotare documenti dovrà rassegnarsi. Il Galaxy Z Fold 8 Ultra non supporta la S Pen, e proprio quella era la funzione che ha reso famosa la gamma Ultra di Samsung.


