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Galaxy SmartTag3: nuovo design squircle e niente anello

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Le prime immagini del Galaxy SmartTag3 sono finalmente circolate in rete e mostrano un accessorio che con il passato ha poco a che vedere, almeno esteticamente. Samsung si prepara ad annunciare la terza generazione del suo localizzatore e, a giudicare dagli scatti emersi in anteprima, la casa coreana ha deciso di cambiare forma, materiali e persino il modo in cui l’oggetto si attacca alle cose da non perdere di vista.

Un passo indietro utile per capire il contesto. Il mercato dei tracker è esploso anni fa con l’arrivo del primo Apple AirTag, e da quel momento praticamente ogni grande nome del settore tecnologico ha messo sul tavolo la propria alternativa. L’ultimo in ordine di tempo è stato Google con il suo Pixel Tag. Samsung, che in questo campo si muove da diverse generazioni, non intende restare indietro.

Il nuovo design del Galaxy SmartTag3

Galaxy SmartTag3: nuovo design squircle e niente anello

Quello che salta all’occhio guardando le immagini è la forma. Il design è decisamente più arrotondato rispetto al predecessore, in linea con quanto ipotizzato da alcuni leak circolati durante l’estate. Non è un cerchio, non è nemmeno un quadrato, piuttosto una via di mezzo con gli angoli smussati, quella che in gergo viene chiamata squircle. La superficie appare metallica, con una finitura dall’effetto spazzolato che dà all’accessorio un aspetto meno giocattoloso e più curato rispetto alla plastica lucida a cui Samsung ci aveva abituato.

Al centro compare il marchio, ben in evidenza, quasi come elemento decorativo. Una scelta che racconta parecchio della direzione presa, perché un tracker resta un oggetto che finisce appeso a un mazzo di chiavi o infilato in una tasca laterale dello zaino, quindi visibile molto più di quanto si pensi.

Addio all’anello, serve la custodia

Galaxy SmartTag3: nuovo design squircle e niente anello

C’è però un dettaglio che farà discutere. Sul corpo del Samsung Galaxy SmartTag3 non sembra esserci alcun anello integrato, a differenza delle generazioni precedenti che permettevano di agganciare il dispositivo direttamente senza accessori aggiuntivi. In pratica significa che servirà un case, una custodia dotata di foro, per fissarlo a un portachiavi, a una valigia, a una borsa o a qualunque altro oggetto da tenere sotto controllo.

Una soluzione che ricorda molto da vicino la filosofia adottata da Apple con AirTag, dove la custodia è diventata parte integrante dell’esperienza e, va detto, anche una voce di spesa in più. Resta il fatto che l’assenza dell’anello libera il designer da un vincolo estetico e permette quella forma pulita e continua che si vede negli scatti.

Sul fronte colori non ci sono grandi sorprese. Il localizzatore arriverà in due varianti, bianco e nero, esattamente come accaduto con Galaxy SmartTag2, lanciato nel 2023. Una scelta conservativa, coerente con un accessorio che deve abbinarsi a tutto e non farsi notare troppo quando è appeso a una borsa da lavoro.

L’annuncio ufficiale è atteso a breve e le anticipazioni si stanno moltiplicando, segno che Samsung ha già avviato la macchina della comunicazione. Per ora i dettagli tecnici restano fuori dai radar, ma l’impressione è che il salto generazionale passi soprattutto dall’aspetto e dalla qualità percepita dei materiali, terreno su cui i localizzatori Bluetooth hanno alzato l’asticella negli ultimi anni. Le immagini pubblicate mostrano un prodotto finito, pronto per gli scaffali, non un prototipo.

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