In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
I furti d’auto in Italia restano un fenomeno molto più vivo di quanto si tenda a credere, con oltre 285 vetture che spariscono ogni giorno dalle strade e dai parcheggi del Paese. Il conto finale, alla fine dei dodici mesi, arriva a circa 136.000 veicoli sottratti ai legittimi proprietari. Sono cifre che emergono dall’analisi di Facile.it sulle statistiche ufficiali del Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e che raccontano una realtà piuttosto lontana dall’idea di un problema ormai marginale o confinato a poche zone del territorio.
La distribuzione geografica, come spesso accade quando si parla di criminalità legata ai veicoli, non è affatto omogenea. Tre regioni del Centro Sud raccolgono la fetta più consistente delle denunce, mentre altre aree registrano numeri talmente bassi da sembrare quasi statistiche di un altro Paese. E il confronto con il resto d’Europa riserva qualche sorpresa, perché l’Italia non occupa affatto il primo posto della classifica continentale.
La classifica delle regioni con più auto rubate
In cima alla graduatoria nazionale dei furti auto si piazza la Campania, con 26.445 denunce registrate. Alle sue spalle il Lazio, che si ferma a 18.071 casi, e poi la Sicilia con 15.555 veicoli portati via. Tre regioni, quindi, che da sole concentrano una quota rilevantissima del fenomeno e che confermano quanto le grandi aree metropolitane restino il terreno preferito di chi ruba automobili per mestiere.
Dall’altra parte della classifica il quadro cambia radicalmente. Il Friuli Venezia Giulia si ferma a 239 denunce, il Trentino Alto Adige a 170, mentre la Valle d’Aosta chiude con appena 20 casi in tutto. Numeri che raccontano differenze territoriali enormi, legate sia alla densità di popolazione sia alla presenza di organizzazioni criminali strutturate.
Allargando lo sguardo oltre i confini nazionali, l’Italia risulta quarta in Europa per numero di furti d’auto. Davanti ci sono Lussemburgo, Svizzera e Svezia, rispettivamente con un rapporto di 562, 357 e 267 furti ogni 100.000 abitanti. Un dato che si intreccia anche con il mercato nero dei componenti, visto che le organizzazioni criminali non puntano soltanto al veicolo intero ma anche ai ricambi più richiesti, rivenduti poi attraverso canali paralleli.
Cinque mosse per non ritrovarsi il posto auto vuoto
Insieme ai numeri, Facile.it ha messo a punto un piccolo vademecum in cinque punti per ridurre le occasioni buone per i ladri. Il primo consiglio riguarda il parcheggio: meglio evitare zone isolate, poco illuminate o nascoste dalla vegetazione fitta, perché sono esattamente i posti dove si può lavorare indisturbati.
Secondo punto, gli oggetti lasciati in abitacolo. Vale la pena nascondere tutto, anche le cose apparentemente insignificanti come un cavo per ricaricare lo smartphone o qualche moneta nel portaoggetti. E se serve sistemare qualcosa nel bagagliaio, meglio farlo prima di arrivare a destinazione, così nessuno vede dove finisce la borsa.
Terzo: mai lasciare i finestrini abbassati, nemmeno di quel paio di centimetri che sembrano innocui. Sopportare un po’ di caldo al rientro è decisamente preferibile a trovare l’auto svuotata o vandalizzata. Quarto punto, quello forse più attuale. I sistemi capaci di clonare il codice del telecomando sono ormai diffusissimi tra chi ruba veicoli, e permettono di replicare il segnale per aprire la vettura senza forzature. Per questo conviene chiudere l’auto con la chiave. E anche se possono sembrare soluzioni d’altri tempi, il bloccasterzo e il blocca pedali restano deterrenti che funzionano ancora.
Infine c’è il capitolo assicurativo. Sottoscrivere una polizza furto da affiancare all’RC auto obbligatoria è possibile in qualsiasi momento e copre non solo il furto totale o parziale del veicolo, ma anche i danni causati alla vettura durante il tentativo di scasso, che spesso pesano quanto il furto stesso.










