Cercavate un thriller per riempire le serate d’estate? Su Disney+ è arrivata Furious, la serie che promette di mandare in cortocircuito le vostre certezze morali. Dal 27 luglio 2026 sono disponibili i primi tre episodi di questa storia firmata da Elizabeth Meriwether, la stessa mente dietro The Dropout, e già dai primi minuti si capisce che qui il confine tra bene e male non è mai così netto come sembra.
Al centro della vicenda ci sono due donne. Da una parte Alice Black, agente dell’FBI interpretata da Emmy Rossum, volto noto grazie a Shameless. Dall’altra Katherine, una serial killer metodica e spietata a cui presta il volto Lola Petticrew. All’inizio sembra una classica caccia tra guardia e ladro, ma man mano che la storia procede le due scoprono di avere in comune molto più di quanto immaginassero. Entrambe hanno subito violenza, entrambe cercano giustizia. Cambia solo il modo in cui hanno deciso di ottenerla.
“La serie parla di due donne impegnate nella stessa ricerca di giustizia”, spiega Rossum. “Tutte e due hanno sofferto la violenza, ma reagiscono in modi completamente diversi. Alice crede nel percorso tradizionale, nel sistema. Katherine invece cerca la giustizia, o forse la vendetta, per conto suo. In fondo desiderano cose molto simili, solo che imboccano strade opposte”. Ed è proprio questa ambiguità ad aver stregato l’attrice di Shameless. “Parti da qualcuno che sembra l’eroe classico e da un’altra persona che sembra la cattiva, poi piano piano quei confini iniziano a sfumare”.
Il mito di Medusa come specchio della serie
Uno dei momenti che meglio raccontano l’anima di Furious è una metafora costruita attorno al mito di Medusa, la sacerdotessa punita da Atena dopo aver subito una violenza da parte di Poseidone. Un rovesciamento che dice molto su come funziona la storia.
“Spesso giudichiamo le scelte delle persone senza conoscere il contesto che le ha portate fino a quel punto”, osserva Petticrew. “Adesso stiamo iniziando a parlare di qualcosa di molto importante: una vittima non deve per forza essere moralmente perfetta per meritare dignità e giustizia. La metafora di Medusa racchiude alla perfezione lo spirito della serie. Liz ha creato un materiale incredibile perché non offre mai risposte facili”.
Sia Rossum sia Petticrew concordano su un punto: tutta la serie ruota attorno a una sola domanda. Cosa deve succedere perché una donna inizi a uccidere? È questo il vero motore del racconto. “L’importante non è solo cosa fanno queste donne, ma quale contesto le spinge fino a quel punto. La serie vive costantemente in quella zona grigia. Magari lo spettatore non condividerà le loro decisioni, ma speriamo capisca perché ci sono arrivate”.
L’addestramento con veri agenti dell’FBI
Per dare corpo ad Alice Black, Rossum ha voluto prendere le distanze dall’immagine più televisiva degli agenti federali. Ha lavorato con agenti in servizio e in pensione dell’FBI e con detective del Dipartimento di Polizia di New York, imparando un po’ di tutto: tecniche di interrogatorio, uso delle armi, linguaggio del corpo.
“Mi hanno insegnato come conducono gli interrogatori, come si muovono e mi hanno persino consigliato di mangiare molte più proteine e di sollevare più pesi per restituire meglio la fatica fisica di questo lavoro”, racconta l’attrice.
Anche Petticrew ha fatto la sua parte di ricerca, ma ammette che studiare i casi di violenza che hanno ispirato la serie è stato particolarmente duro. “Non c’è stata una storia in particolare che mi abbia colpita più delle altre. Tutto è devastante. Ma proprio questo mi faceva pensare che stavamo partecipando a una serie capace di aprire conversazioni importanti”. Furious è già disponibile su Disney+.


