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Fotonica europea: le aziende che ridisegnano il futuro della luce

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La fotonica sta diventando uno dei settori deep tech più strategici per l’Europa, e non è un’esagerazione. Internet più veloce, comunicazioni satellitari sicure, semiconduttori di nuova generazione, tecnologie quantistiche e persino serre capaci di produrre energia: tutto passa, in un modo o nell’altro, dalla capacità di generare, trasmettere e manipolare la luce. È qui che entra in gioco una nuova generazione di aziende europee che stanno trasformando decenni di ricerca scientifica in prodotti concreti, pronti per il mercato.

Il vantaggio delle tecnologie fotoniche è piuttosto chiaro. Lavorare con la luce significa ottenere prestazioni più elevate riducendo allo stesso tempo dimensioni, peso, consumi energetici e costi dei sistemi complessi. Con la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni e reti digitali sempre più resilienti che continua a crescere, la fotonica si sta imponendo come una tecnologia fondante. Un tassello che rafforza la sovranità tecnologica europea e crea imprese competitive su scala globale.

Le aziende che stanno ridisegnando il futuro della luce

Partiamo dai Paesi Bassi, con EFFECT Photonics. Qui il lavoro ruota attorno a chip semiconduttori fotonici integrati e sistemi di comunicazione ottica che permettono di trasmettere dati in modo più rapido, economico e con consumi ridotti, sia nelle reti telecom sia nei data center. La loro tecnologia riesce a mettere insieme più funzioni ottiche, come laser, modulatori, fotorilevatori ed elaborazione del segnale digitale, su un unico chip. Meno ingombro, meno costi, meno complessità.

In Francia c’è invece Cailabs, che sviluppa sistemi fotonici avanzati per controllare e modellare la luce laser. Il cuore della loro tecnologia è la Multi-Plane Light Conversion, un metodo proprietario di beam shaping che manipola la luce con grande precisione. Le applicazioni? Stazioni ottiche di terra, sistemi di comunicazione laser per satelliti, componenti che aumentano la capacità delle reti in fibra ottica e soluzioni per rendere più precisi i processi industriali di saldatura, taglio e produzione additiva.

Dalla Spagna arriva Wooptix, specializzata in strumenti di metrologia ottica per l’industria dei semiconduttori. In pratica aiuta i produttori di chip a misurare e ispezionare i wafer di silicio con una precisione altissima. La tecnologia si chiama Wavefront Phase Imaging e nasce dall’ottica adattiva sviluppata originariamente per l’astronomia. Analizza come cambia la luce quando attraversa o si riflette su una superficie, permettendo misurazioni in un solo scatto della forma del wafer, della nanotopografia e della rugosità.

Dallo spazio alle serre, la luce come motore d’innovazione

L’irlandese Mbryonics guarda invece allo spazio. Progetta terminali ottici, payload per comunicazioni laser e circuiti fotonici integrati che consentono ai satelliti di trasmettere volumi di dati enormemente superiori rispetto ai tradizionali sistemi a radiofrequenza. La comunicazione ottica in spazio libero usa laser al posto delle onde radio per creare collegamenti sicuri e ad alta banda, utili per costellazioni satellitari, osservazione della Terra e missioni nello spazio profondo.

Sempre in Spagna troviamo Quside, che lavora sulle tecnologie quantistiche applicate a cybersecurity, calcolo ad alte prestazioni e ricerca scientifica. Il prodotto principale sono i generatori di numeri casuali quantistici, che sfruttano l’imprevedibilità della fisica quantistica per produrre numeri davvero casuali. Un livello di sicurezza superiore rispetto ai generatori software tradizionali, con impieghi nella crittografia, nei data center, nelle infrastrutture cloud e nei sistemi finanziari.

Chiude il quadro la greca Brite Solar, che unisce fotonica, scienza dei materiali e tecnologia solare. L’idea è un vetro fotovoltaico trasparente per le serre, capace di generare elettricità rinnovabile mantenendo le condizioni di luce ideali per le colture. Il vetro brevettato usa rivestimenti ottici avanzati per lasciar passare le lunghezze d’onda utili alla fotosintesi e convertire la luce rimanente in energia elettrica. Così le serre riducono costi ed emissioni senza sacrificare la crescita delle piante. Tutte queste realtà fanno parte dell’EIC Scaling Club, una comunità che riunisce oltre 120 scaleup europee del deep tech insieme a investitori, innovatori aziendali e altri protagonisti del settore, con l’obiettivo di accelerarne la crescita.

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